Reddito cittadinanza scatta in aprile: come funziona

18 Gennaio 2019, di Alberto Battaglia

Da aprile parte il reddito di cittadinanza. Il Consiglio dei ministri ha varato il 17 gennaio il decreto che darà attuazione alla misura, per la quale la Legge di Bilancio ha stanziato 7,1 miliardi di euro. Punto per punto, ecco i tratti principali della misura. Chi fa domanda il 5 marzo otterrà il primo assegno il 27 aprile.

In quanti ne potranno beneficiare?

Secondo l’Istat si trovano in condizioni di povertà assoluta 5 milioni di italiani, suddivisi in 1,78 milioni di nuclei familiari. Dovrebbe essere questa la platea potenziale dei percettori del beneficio.

Quali sono i requisiti di reddito?

Isee non superiore a 9.360 euro; patrimonio immobiliare esclusa la prima casa fino 30mila euro annui; patrimonio finanziario (ad esempio, conto in banca o titoli) fino a 6mila euro (20mila euro per i nuclei familiari con persone disabili).

A chi va inoltrata la richiesta?

“Per febbraio saremo pronti a pubblicare il sito internet che dirà quali documenti sono da preparare e poi il sito da marzo sarà attivo per recepire la documentazione”, ha dichiarato il vicepremier Di Maio, “Non c’è bisogno di andare a nessuno sportello se non si vuole. Possibile fare tutto con il portale”. Sarà la stessa Inps a verificare i requisiti.

Come verrà erogato?

Attraverso una Carta prepagata di Poste italiane.

A quanto ammonta?

Fino a 780 euro per i single, 1300 euro per le famiglie. Il contributo è diviso in due componenti, una per destinata esclusivamente al sostegno per i pagamenti di affitti o mutui, pari rispettivamente a 280 e 150 euro; e un’altra componente che integra il reddito fino al raggiungimento dei 500 euro.

Quali sono i vincoli alle spese?

Si potranno ritirare in contanti non più di 100 euro al mese. La Carta non potrà essere utilizzata per i giochi che prevedono premi in denaro.

Quanto dura?

La durata è di 18 Mesi prorogabili di altri 18 mesi se, al termine del primo periodo, si resta in possesso dei requisiti.

Quali offerte di lavoro posso rifiutare?

Dai centri dell’impiego potranno essere rifiutate fino a tre offerte di lavoro “eque”. La prima potrà provenire a non oltre 100 km di distanza, la seconda nel raggio 250 km, terza potrà provenire da tutto il territorio nazionale. Rifiutata la terza offerta, il sussidio decade. Per le famiglie con disabili a carico le offerte di lavoro non potranno superare una distanza di 250 km.

Gli immigrati possono richiedere il reddito di cittadinanza?

Solo se hanno un permesso di soggiorno di lungo periodo, residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo. Possono richiederlo tutti i cittadini dell’Unione Europea.