Navigator: gli over 50 esclusi dalla selezione

15 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Si terranno molto probabilmente a giugno le graduatorie della selezione pubblica per diventare navigator, le persone che dovranno affiancare i beneficiari del reddito di cittadinanza, assieme ai centri per l’impiego, nella ricerca di un’occupazione. La selezione avverrà in base al voto di laurea e al punteggio riportato nei test.

A presentare domanda per accedere alla selezione soprattutto laureati in giurisprudenza (5.781), seguiti da scienze economico aziendali (2.521), scienze politiche (1.441), tutti aspiranti ai 3 mila posti di lavoro previsti, la metà di quanto annunciato in origine. I futuri navigator dovranno affrontare un test con domande a risposta multipla costituito da 100 quesiti di cultura generale, verifiche psicoattitudinali, logica, informatica e disciplina dei contratti di lavoro. Lo stipendio ambito è di 27.388 euro lordi annui, circa 1.600 euro al mese, insieme ad un rimborso per vitto e alloggio di 300 euro lordi mensili.
Ma in caso di parità di titoli e punteggi, verrà preferito il candidato più giovane. Una scelta ingiusta come rende noto dalle pagine del CorSeraCorSera, UnBreakFast, piccola associazione di manager con più di 50 anni e in cerca di occupazione.

Lo troviamo iniquo — dicono — per tutti i professionisti senior che portano come bagaglio anni di esperienza magari proprio nel mondo della selezione e che avrebbero potuto essere preziose guide per chi cerca nuova occupazione». Non solo: «Lo troviamo incredibilmente ingiusto per tutti gli studenti lavoratori o per quei professionisti che, una volta perso il lavoro, si sono rimboccati le maniche e hanno preso una laurea per provare a ricostruirsi un futuro professionale».

C’è poi chi come a Napoli rischia di non arrivare mai alle selezioni. In base alle regole stabilite dall’Anpal – l’agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro – i navigator selezionati dovranno lavorare nei Centri per l’Impiego dislocati sul territorio regionale ma la Regione Campania non ha aderito alla convenzione con Anpal sull’attuazione del reddito di cittadinanza e sul potenziamento delle politiche attive per il lavoro.