Ray Dalio: “Ho dei Bitcoin, li preferisco ai bond”

26 Maggio 2021, di Alberto Battaglia

Il fondatore del più grande fondo hedge al mondo, Ray Dalio, ha confessato di essere in possesso di “alcuni Bitcoin”, una rivelazione interessante se si considera che fino a non molto tempo fa lo stesso Dalio aveva espresso più di un dubbio sulla validità delle criptovalute come forma d’investimento. Il fondatore di Bridgewater Associates lo ha dichiarato in un’intervista registrata lo scorso 6 maggio e diffusa lunedì da Coindesk nell’ambito del suo Consensus.

“Ho dei Bitcoin”, ha dichiarato Dalio, senza specificare la consistenza del suo portafoglio. “Personalmente, preferisco avere dei Bitcoin piuttosto che dei bond” ha aggiunto.

Alla base dell’acquisto da parte dell’influente investitore ci sarebbero le prospettive di debolezza per il dollaro. “Hai bisogno di prendere in prestito denaro? Devi stamparlo. Hai bisogno di più soldi? Le tasse aumentano e questo produce una certa dinamica. Ora potrei continuare a parlare di ciò che accade con quella dinamica.
Potrebbero essere introdotti controlli dei capitali… Ho imparato dolorosamente”, con l’esperienza del 1971 e l’abbandono della convertibilità in oro del dollaro, che questo scenario “fa salire le azioni, fa salire… l’oro, il Bitcoin, gli immobili, tutto: perché quello che sta scendendo” il valore dei dollari. “E questa è la parte del ciclo in cui ci troviamo”, ha detto Dalio.

Il rischio di una stretta da parte degli Stati

Allo stesso tempo, Dalio ha ribadito quanto già affermato in precedenza sul rischio che una più stretta regolamentazione sulle critptovalute potrebbe comprometterne la crescita. “Il più grande rischio per il Bitcoin è il suo successo”, ha dichiarato, suggerendo come un largo utilizzo del Bitcoin come forma di pagamento alternativa alle monete tradizionali non potrebbe che provocare una reazione da parte degli Stati.

Solo negli ultimi giorni una serie di annunci di segno restrittivo da parte del Tesoro Usa e della banca centrale cinese hanno provocato forti fibrillazioni sul mercato delle critptovalute, il cui valore si è confermato assai suscettibile a qualsiasi forma di controllo.