Quota 100, nuovi posti di lavoro meno dei nuovi pensionati

23 Maggio 2019, di Alberto Battaglia

Lo scorso aprile Matteo Salvini, ospite da Giovanni Floris su La7, aveva dichiarato che le 119mila domande per il pensionamento anticipato di Quota 100 avrebbero sbloccato circa 100mila posti di lavoro per i giovani. La realtà sarebbe assai lontana da questa cifra. Secondo i dati ricavati dal patronato 50&PiùEnasco, sulla base delle risposte dei richiedenti del programma di pensionamento anticipato, solo una parte delle aziende andranno a sostituire chi va in pensione con nuove assunzioni.

Fra i futuri pensionati che rivestono la qualifica di lavoratore dipendente, solo il 21,4% afferma che per ciascun lavoratore pensionato con Quota 100, la sua azienda o amministrazione assumerà un nuovo lavoratore; nel 7,1% dei casi, invece, il numero dei lavoratori assunti sarà più basso del numero di quelli pensionati. Il 15,5% ha risposto che nessuno dei pensionati Quota 100 sarà rimpiazzato, mentre nel 3,4% dei casi non solo i pensionati saranno sostituiti, ma le nuove assunzioni supereranno addirittura il numero dei pensionati.

Alta, poi, è anche l’incertezza sul comportamento delle aziende: oltre metà degli intervistati non ha saputo rispondere o non ha risposto. Il quadro, che vedrebbe un impatto negativo di Quota 100 sul numero complessivo degli occupati, appare più grave sulle amministrazioni pubbliche.

Infatti, tra coloro che hanno fornito una risposta, nel settore pubblico la percezione di una riduzione dell’occupazione risulta più marcata (54% delle risposte valide) rispetto al settore privato (45%).

“Benché si tratti di un dato parziale, fa riflettere, specie se guardiamo al settore della Pubblica Amministrazione dove, all’8 maggio, secondo i dati Inps, circa 43 mila dipendenti hanno fatto domanda di pensione con Quota 100”, ha dichiarato Gabriele Sampaolo, segretario generale 50&Più.

“Se questi pensionati non saranno sostituiti, penso soprattutto al settore sanitario già fortemente provato, rischiamo una grave carenza di servizi con ulteriori e notevoli disagi per i cittadini. Senza contare che quell’annunciato, e auspicato, aumento di occupazione non si realizzerebbe”.