Protezionismo di Trump: l’impatto su commercio e petrolio

31 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Le politiche protezionistiche del neo presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump porteranno a un enorme ridimensionamento del commercio internazionale, accompagnato da un nuovo calo del petrolio. A dirlo è il popolare blogger Mike Shedlock di SitkaPacific Capital Management.

Le esportazioni mondiali dei beni, denominate in dollari americani, sono crollate in Giappone, Unione europea e nei mercati emergenti, dai massimi dopo la grande recessione. Le esportazioni mondiali variano direttamente con il prezzo del petrolio. Gli Stati Uniti sono ancora il paese migliore di tutti per ciò riguarda l’export ma a ben vedere anche qui si segnala un calo notevole. Perché? A spingere in questa direzione da una parte è il crescente ricorso alle misure protezioniste e dall’altra è l’andamento dei tassi di cambio.  

La domanda che si ci pone in questo caso è se il commercio globale sta per fare crac e se ciò significherà un nuovo calo delle quotazioni del petrolio.

La risposta è che le politiche di stampo ultra protezionistiche del neo presidente Donald Trump metteranno in crisi il libero scambio, portando a una riduzione delle attività commerciali internazionali, nelle quali gli Stati Uniti primeggiano. Come conseguenza, tale fenomeno sarà con ogni probabilità accompagnato da una nuova contrazione dei prezzi petroliferi.

Secondo i dati raccolti da Gavekal Capital le attività commerciali mondiali sono aumentate su base annuale di meno dell’1% dal 2007. E la paura ora è che il mondo metta indietro le lancette del tempo in fatto di globalizzazione. Con Trump potrebbe aprirsi l’era della deglobalizzazione.