Chopard, profumo d’Oriente

14 Giugno 2019, di Elisa Copeta

La sostenibilità incontra l’alta profumeria nelle nuove fragranze maschili della Maison dedicate all’olio più prezioso al mondo

A cura di Francesca Gastaldi

I palazzi dei Maharaja, il fascino misterioso dell’Estremo Oriente, la magia di una notte stellata nel deserto: sono queste alcune delle atmosfere evocate da Gardens of the Kings, la nuova collezione sostenibile, presentata al Festival di Cannes, che Chopard Parfums dedica all’universo maschile. Quattro fragranze, nate dall’incontro con una tradizione antica, raccontano di un viaggio straordinario ai piedi dell’Himalaya, nella terra sacra di Sylhet, in Bangladesh. Qui, tra piantagioni di tè e alberi tropicali, si ricava quello che oggi è considerato l’olio essenziale più prezioso al mondo, l’Oud Assafi.

L’Aigle Impérial , uno dei profumi della collezione Gardens of the Kings

Nato in India 3500 anni fa, l’olio di oud – contraddistinto da un profumo unico e misterioso – è arrivato, percorrendo la Via della Seta, anche in Cina e Giappone fino alla penisola arabica e ai confini di Bisanzio. Questa essenza, che ha rappresentato per millenni una sostanza quasi mistica spesso considerata il tesoro inestimabile di imperatori e re, oggi viene ricavata in piccole piantagioni di famiglia secondo una tradizione centenaria basata su autentici criteri di rispetto per la natura e per le sue risorse più preziose.

Ed è proprio all’Oud Assafi che Chopard dedica la sua prima collezione di fragranze maschili, compiendo un nuovo passo avanti verso quello che la Maison stessa definisce ‘The Journey to Sustainable Luxury’, un viaggio iniziato nel 2013 con l’obiettivo di utilizzare solo oro etico nelle proprie collezioni di gioielleria. «Con Gardens of the Kings abbiamo seguito la stessa filosofia», racconta Patrizio Stella, ceo di Chopard Parfums. «Abbiamo puntato su una profumeria sostenibile che in qualche modo fondesse le due anime dell’azienda: da un lato quella legata al lusso e al glamour che vede Chopard main sponsor del prestigioso Festival di Cannes e della famosa corsa di auto d’epoca Mille Miglia, dall’altro quella sensibile ai temi della sostenibilità che riteniamo fondamentale anche nel settore dei profumi. Siamo convinti che una profumeria con alla base ingredienti naturali di grande qualità e un forte impegno etico identifichi al meglio la nuova concezione di lusso».


Patrizio Stella, ceo di Chopard Parfums

Ciascuna delle nuove fragranze rappresenta una sorta di viaggio alla scoperta di tradizioni antiche e di un patrimonio naturale spesso poco conosciuto. Prima di Gardens of the Kings era stata la volta di Gardens of Paradise e di Rose de Caroline, fragranza, quest’ultima, realizzata con un olio essenziale di rosa bulgara proveniente dalle piantagioni di Enio Bonchev nella Valle delle Rose, la cui storica distilleria vinse persino un premio dell’Unesco nel 1964.
«Il nostro approccio alla sostenibilità può essere riassunto attraverso il concetto inglese di lands, hands and communities», precisa Stella. «Lands identifica il rispetto per il territorio, hands la capacità delle persone che fanno parte del territorio di realizzare artigianalmente i prodotti e, infine, communities inteso come sostegno alle popolazioni locali che sono artefici di questi prodotti». Per la Maison non c’è solo la volontà di puntare su materie prime assolutamente naturali, ma anche quella di investire in processi produttivi sostenibili selezionando partner virtuosi. Tra questi Firmenich, azienda svizzera leader nel settore dei profumi, ideatrice di ‘Natural Together’, un programma che riunisce sotto una stessa egida i migliori produttori e fornitori di essenze naturali al mondo.

«L’oud ha attraversato tradizioni millenarie, da Oriente a Occidente», racconta Patrizio Stella. «L’ispirazione di utilizzarlo per la nuova collezione è arrivata con l’amico e artista Alberto Morillas [noto maître parfumeur, ndr] che, insieme al nostro team creativo, ha voluto tornare alle radici di questo ingrediente leggendario. Oltre alla scelta della migliore qualità di oud presente al mondo, abbiamo voluto dare spazio al racconto di ciò che si nasconde dietro questo ingrediente, ovvero la storia di un viaggio affascinante che tocca luoghi completamente diversi l’uno dall’altro».

In ogni profumo della collezione Gardens of the Kings, il prezioso Oud Assafi è stato combinato con un’eccezionale gamma di ingredienti naturali provenienti da quattro diversi continenti: si parte dal Medio Oriente con
Nuit de Rois passando per l’India dei grandi Maharaja con Agar Royal, spingendosi fino all’Estremo Oriente degli imperatori giapponesi con Aigle Impérial fino ad arrivare in Sud America con Or de Calambac. Per quest’ultimo profumo, Alberto Morillas ha immaginato una fantasiosa contaminazione tra l’oud e le atmosfere tipiche delle terre latino-americane.


Uno scatto tratto dal reportage sull’Oud Assafi di Michael Christopher Brown

A testimoniare il viaggio della Maison Chopard alla scoperta della tradizione centenaria dell’Oud Assafi e del patrimonio naturale dove prende vita è lo straordinario reportage di Michael Christopher Brown, fotografo e giornalista americano che collabora con testate prestigiose come il National Geographic: una raccolta di scatti emozionanti che raccontano l’habitat e le popolazioni intorno a quello che ancora oggi viene definito ‘il legno dei re’ e ‘il re dei legni’.

Chi è, quindi, l’uomo ideale che può indossare queste fragranze esclusive? «Avendo realizzato con Gardens of the Kings un
giro del mondo ci piace pensare che non esista un uomo ideale, ma che ne esistano diversi. Abbiamo immaginato dei Maharaja, dunque degli uomini di spessore nella cultura del Medio Oriente, ma anche uomini affascinanti, vestiti di bianco, con un cappello panama, seduti accanto a un piano in Sud America, piuttosto che imperatori e reali giapponesi. Il testimonial ideale potrebbe essere un principe indiano dei nostri tempi che ha in sé il culto della qualità, ma anche della grande tradizione», conclude Stella.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno del magazine Wall Street Italia.