Atlantia sulla graticola, mai così male in Borsa

16 Agosto 2018, di Daniele Chicca

Come spesso accade in casi come quello del disastro del ponte Morandi, la caccia al capro espiatorio parte prima ancora che la giustizia penale abbia fatto il suo corso. In questo caso è Atlantia a finire nella graticola, con il titolo che non aveva mai subito cali così pesanti in una singola seduta (-22% in chiusura).

Gli investitori nei titoli Atlantia pagano anche loro le conseguenze del crollo del ponte Morandi di due giorni fa che ha provocato la morte di almeno 39 persone e lo sfollamento di altre centinaia. Dopo ripetute sospensioni al ribasso, il valore del gruppo in Borsa si riduce quasi di un quarto. Il tutto mentre i Bond vengono colpiti da una pioggia di vendite.

È il risultato della decisione del governo Conte di avviare un processo di revoca della concessione autostradale. Luigi Di Maio, vice premier e leader del MoVimento 5 Stelle, ha detto che c’è un colpevole sicuro e quello è Atlantia, che gestiva l’infrastruttura incriminata del viadotto, costruito nel 1967 e sottoposto a diversi lavori di manutenzione nel corso degli anni.

Il governo ha anche annunciato che intende nazionalizzare le autostrade e che non pagherà alcuna penale per la cancellazione dell’accordo. Si stima che la penale potrebbe essere compresa tra 15 e 20 miliardi. Se dimostra che non sussiste giusta causa, tuttavia, Atlantia potrà, facendo causa, chiedere al governo il risarcimento danni.

Il titolo Atlantia al momento per il 26% a Piazza Affari dopo la pausa di Ferragosto. La variazione al ribasso ha mandato in aria 5 miliardi di dollari di capitalizzazione in un giorno solo. Martedì, giorno del crollo di più di 100 metri del tratto dell’A10 del viadotto lungo oltre un chilometro, il titolo aveva perso circa cinque punti percentuali.

Nel frattempo i bond societari di Atlantia e di Autostrade per l’Italia scivolano ai minimi record. Quelli per un miliardo di valore complessivo con scadenza luglio 2027 e rendimento dell’1,875% sono collassati sotto gli 89 centesimi di euro, i mimimi da quando sono stati emessi. I titoli a reddito fisso di Autostrade con consegna settembre 2029 sono calati sotto i 92 centesimi di euro, anche in questo caso un record negativo.

I Cds di Atlantia, ovvero il costo per assicurarsi contro un default del gruppo, sono balzati di 126 punti base a 300 punti base, il massimo dallo scoppio della crisi del debito sovrano europea.

Declassato il rating dei bond

Secondo Bloomberg, Atlantia e il suo azionista di maggioranza, i Benetton, sono già impegnati in una lotta intestina per salvare gli investimenti e proteggere la fortuna di famiglia.

Atlantia si è lamentata del fatto che il governo Conte stia agendo senza aspettare la fine delle indagini e in effetti in uno stato di diritto prima di prendere decisioni avventate le autorità dovrebbero aspettare di conoscere i colpevoli e che vengano accertate le cause dell’incidente. Il governo potrebbe per esempio limitare la revoca a un tratto dell’autostrada circoscritto, includendo il ponte famigerato, stando a quanto riferito dal ministero dei Trasporti.

Mentre si aspetta la conclusione delle indagini, sui mercati è il panico: se la concessione viene revocata, i creditori di Autostrade potrebbero accelerare i tempi della procedura per chiedere i soldi indietro, scrivono gli analisti di Creditsights, che hanno declassato a “underperform” il giudizio sulla qualità del credito del gruppo.

Castellucci sotto torchio: governo chiede le sue dimissioni

L’AD di Atlantia e Autostrade Giovanni Castellucci (a sinistra nella foto sotto riportata) è stato messo sotto torchio dall’opinione pubblica e dalle autorità dopo la tragedia del 14 agosto, con più partiti politici che ne chiedono a gran voce le dimissioni.

Il CdA della divisione di Autostrade ha convocato un vertice straordinario che si terrà la prossima settimana e nel quale sarà calcolato l’impatto che il disastro di Genova avrà sugli affari del gruppo e verrà valutato come rispondere agli appelli del governo.

A quanto risulta ai media italiani, tuttavia, pare che il manager Castellucci goda del sostegno della famiglia Benetton e che non abbia alcuna intenzione di lasciare l’incarico.

L'AD di Atlantia Castellucci (a sinistra)