Politica: legge elettorale cercasi

7 Ottobre 2017, di Giovanni Falcone

Politica: legge elettorale cercasi

Gustavo Zagrebelsky, il costituzionalista che più di tutti ha osteggiato la riforma costituzionale del 4 dicembre 2016  ha indossato l’elmetto e attacca di nuovo: stanno facendo una nuova legge elettorale, un’altra “norma incostituzionale”.

Critica al vetriolo contro il possibile ritorno di Berlusconi, qualifica “vecchia retorica” l’ex Presidente del Consiglio ed attuale segretario del partito democratico.

Non lo dice, ma sembra che tifi per “Giggino u Canadair”.

Malgrado la esistenza del “codice di buona condotta” del Consiglio d’Europa, datato 2013, citato anche da una sentenza della Corte di Strasburgo, che dice che un anno prima delle elezioni non si devono fare leggi elettorali, da noi tutto è possibile fino al giorno di apertura delle urne.

Da almeno un annetto il nostro amato Presidente della Repubblica insiste e invoca l’approvazione di una nuova legge elettorale.

E tutto questo succede nel mentre la nostra Corte costituzionale si diverte a bocciarle a ripetizione perché in Italia la politica la scrivono i giudici, i politici si stanno impegnando a trovare una soluzione anche logistica delle future poltrone e assicurarsi il futuro: tutti tengono famiglia.

Il 24 gennaio u.s., solo per citare l’ultimo intervento dei nostri “ermellini”, hanno detto che il “ballottaggio” contenuto nell’Italicum è incostituzionale e illegittimo, beninteso senza spiegarlo o almeno, io non l’ho capito.

Come sia possibile che un sistema di voto utilizzato in mezzo mondo e in tutti i nostri Comuni con più di 15 mila anime è considerato illegale – il ballottaggio per l’appunto, cioè un secondo appuntamento elettorale dopo 15 giorni per i primi due partiti del primo turno e vince quello che prende un  voto in più – assicurando una governabilità che nel nostro Paese non c’è mai stata – 65 Governi in  70 anni al confronto dei 9 della Germania nello stesso periodo.

Mistero italiano

Meno male che da noi c’è Gustavino che, dall’alto della sua esperienza di Giudice costituzionale ci dice che Berlusconi è vecchio, Renzi non va bene, la sinistra è senza idee e senza materia grigia: a questo punto sarebbe bene che i nostri futuri governanti – al netto di Giggino u Canadair – li facessimo venire da un altro pianeta.

Anzi no, troviamo il modo per non cascare sempre nell’errore di essere bacchettati dalla Corte.

Si potrebbe immaginare una proposta da fare alla stessa Corte costituzionale in carica di questo tenore: Signori Giudici, per il bene del Paese, dall’alto della Vostra conoscenza fatela Voi una bella legge elettorale che possa andare bene a tutti e fissate un vincolo di “immodificabilità” almeno per il prossimo secolo! 

Grazie signora Corte costituzionale. Se Dio mi conserva in salute le scriverò fra un secolo.