Pimco: “Eccessiva la supremazia delle banche centrali”

12 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Mohamed El Erian, amministratore delegato di Pimco, è seriamente preoccupato del potere eccessivo che è stato conferito alle banche centrali di tutto il mondo. E lancia l’allarme in un articolo pubblicato su Project Syndicate.

La storia è piena di casi di persone e istituzioni che hanno acquisito posizioni di supremazia solo per collassare alla fine (…) Negli ultimi anni, le banche centrali delle principali economie dei paesi avanzati hanno assunto una posizione quasi dominante”.

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L’escalation del loro potere è iniziata “nel 2008, quando sono state chiamate per risolvere le disfunzioni dei mercati finanziari, per evitare che il mondo precipitasse nella Seconda Grande Depressione di tutti i tempi (cosa che si è comunque verificata, visto che la crisi è stata la peggiore dai tempi della Grande Depressione). Nei cinque anni successivi, (le banche centrali) hanno assunto maggiori responsabilità, al fine di garantire il raggiungimento di obiettivi economici e finanziari contenuti in una lista sempre più lunga”.

Il punto è che “maggiori sono le responsabilità di cui le banche centrali si sono fatte carico, maggiori sono le aspettative su cosa possono davvero fare, specialmente riguardo alla necessità di assicurare una maggiore stabilità finanziaria, una crescita economica più veloce, e una creazione di più posti di lavoro”.

Il numero uno di Pimco mette in evidenza come sia cambiato l’atteggiamento dei governi nei confronti di tali istituti: se in precedenza, c’era quasi del risentimento per le banche centrali, ora il loro potere viene invocato, anche perchè ci si aspetta che siano questi istituti a fare la maggior parte del lavoro. Il risultato è che diversi governi hanno delegato le loro responsabilità e spesso si distinguono in negativo con “atteggiamenti decisamente scorretti”.

Atteggiamenti di compiacenza anche da parte dei mercati, ormai abituati alle ancore di salvataggio che vengono lanciate dalle banche centrali. “Il risultato è l’assunzione di rischi finanziari che non sono avallati dai fondamentali (delle rispettive economie), un fenomeno che è aumentato anche per la natura di breve termine di incentivi e di opporunità di mercato che sono state rese possibili grazie alla rassicurazione, da parte delle banche centrali, di generose condizioni di liquidità”.

“Ovviamente, tutti i problemi sparirebbero velocemente se le banche centrali riuscissero a fornire una ripresa economica duratura: una crescita rapida sostenibile, la creazione forte di occupazione, condizioni finanziarie stabili, e una prosperità più diffusa. Ma le banche centrali non ce la possono fare da sole. Le loro misure inevitabilmente imperfette dovrebbero essere sostenute da risposte più complete di altre entità, il che richiede che ci siano paradigmi politici di carattere globale, nazionale, regionale”.