Pil Usa delude le stime. Fed spaesata

27 Maggio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Nessuna grande sorpresa dai dati sul Pil trimestrale Usa, che sono stati rivisti al rialzo anche se lievemente meno delle previsioni. I primi tre mesi si sono chiusi con un’espansione dell’attività dello 0,8% per la maggiore economia al mondo, a fronte di attese ferme al +0,9%.

Il mese scorso la crescita riportata era stata dello 0,5%. I future sui principali indici della Borsa Usa consolidano i guadagni, che sono tuttavia moderati. I rendimenti dei titoli di Stato decennali salgono di 7 punti base attestandosi all’1,83%.

Finché il mercato del lavoro non si sarà ripreso completamente, con tanto di crescita stabile dei salari, la Federal Reserve, che ha evidentemente mostrato di avere una mancanza di fiducia nella solidità dell’economia, non rialzerà i tassi di interesse.

Secondo le previsioni degli analisti e l’andamento dei futures sui fed funds, la possibilità più alta è che una stretta monetaria si materializzerà a luglio. Le chance di un rialzo dei tassi a luglio sono ormai salite sopra il 50%.

Secondo il Centre for Economics and Business Research (CEBR) inglese, un rialzo dei tassi nei prossimi due mesi è prematuro e non è necessario se si tiene conto dell’incertezza sull’andamento dell’economia americana, le cui prospettive non sono così rosee come confermano anche gli ultimi dati sul Pil nel primo trimestre dell’anno. L’economia si era espansa dell’1,4% negli ultimi tre mesi dell’anno scorso.

Nessun cambiamento da lato dei consumi

Scrutando i dati per bene, si scopre che tra le singole componenti più importanti non ci sono state grandi variazioni rispetto a quanto riportato un mese fa. Le spese al consumo sono state confermate al +1,9% su base trimestrale, mentre la categoria ‘core’ è salita del 2,1%, in linea con le previsioni.

Neppure gli investimenti fissi hanno offerto un grande aiuto sul dato del Pil generale: sono andate a sottrarre lo 0,25% dal dato e non lo 0,27% come era stato reso noto ad aprile. La componente che ha invece registrato un miglioramento sono le scorte private, che hanno influito negativamente per il -0,2% e non per il 0,33% calcolato in precedenza.

Un altro fattore che ha contribuito alla revisione in rialzo sono state le attività commerciali nette, che alla fine ha registrato un miglioramento. Pur sottraendo comunque lo 0,22% dal Pil annuale, la percentuale è risultata più buona del -0,33% riportato in aprile.