Pil Italia arenato: stiamo perdendo un ventennio

12 Agosto 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Da zero virgola a zero: nonostante il contributo di una giornata lavorativa in più, ad aprile-giugno la crescita del Pil è rimasta ferma, risultando invariata rispetto al trimestre precedente in Italia. Al contempo il Pil ha fatto un balzo del +0,7% su base annua. Si tratta di un incremento inferiore al +0,8% stimato e in rallentamento rispetto al +1% del trimestre precedente. La variazione del Pil acquisita per il 2016 è stata positiva per un +0,6%.

Il governo Renzi, insomma, non ha grandi motivi per esultare (e infatti viene prontamente tempestato di critiche dall’Opposizione come è prassi delle schermaglie della politica italiana), dal momento che rispetto alla prima parte dell’anno, nel secondo trimestre la crescita della terza potenza economica dell’area euro è stata nulla. L’Italia, che è emersa da un triennio di recessione solo l’anno scorso, fa ancora fatica a carburare.

Secondo le stime dell’Fmi, senza ulteriori riforme strutturali l’Italia non vedrà la ripresa sui livelli pre crisi prima della metà prossimo decennio, con il rischio quindi di aver perso venti anni. Mentre l’Italia probabilmente sperimenterà una crescita anemica nel periodo citato, “la proiezione per i partner della zona euro è di una crescita cumulativa di 20-25%”.

La crescita dell’economia italiana sarà “appena sotto” l’1% quest’anno e “attorno all’1%” nel 2017, secondo le stime del Fondo, che ha rivisto al ribasso l’outlook del nostro paese dopo l’esito del referendum britannico che ha sancito la Brexit. Siamo il fanalino di coda della crescita nell’area euro, dove il Pil si è ampliato dello 0,3% nel secondo trimestre, come previsto.