Piazza Affari: nel 2021 spread a 200 e Ftse Mib su fino a 26 mila punti

14 Gennaio 2021, di Mariangela Tessa

Piazza Affari: nel 2021 spread a 200 e Ftse Mib su fino a 26 mila punti

Dopo l’avvio di fatto della crisi di governo, sui mercati si riaccendono riflettori la questione del debito pubblico.

 Nel 2021 e ancor più nel 2022 il Paese dovrà fare i conti con l’enorme debito pubblico accumulato negli ultimi mesi. Una sfida importante che potrebbe tornare a mettere pressione alla carta italiana. Quadro questo che ci spinge ad ipotizzare di vedere lo spread nuovamente sopra i 200 punti base, e su livelli ancor più alti se l’incertezza politica dovesse perdurare” scrivono gli analisti di IG Italia, in una nota odierna, che ricordano come il 2020 abbia visto una prosecuzione della discesa dei rendimenti sui principali bond governativi del mondo.

Il rally dei bond ha coinvolto anche i Btp – si legge nella nota di IG Italia – che dopo una fase di incertezza iniziale legata al lockdown, hanno iniziato la sua corsa grazie all’annuncio prima e alla approvazione poi del Recovery Fund europeo, oltre che alle misure di stimolo adottate dalla Bce. Complice di ciò il rendimento sul decennale italiano ha registrato nuovi minimi storici proprio negli ultimi giorni, arrivando sulla soglia di 0,50%, un livello impensabile forse solo in primavera, quando si era spinto sino al ridosso del 2%. In forte riduzione anche lo spread, arrivato vicino ai 100 punti base rispetto ai 240 di inizio 2020.

Questa mattina, intanto, lo spread tra Btp e Bund, in avvio di seduta, ha segnato 114 punti base, 2 in più della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è allo 0,61%.

Piazza Affari: Ftse Mib verso 26 mila punti

Un capitolo a parte è riservato al settore bancario che, secondo le previsioni di IG Italia, proseguirà sulla strada del  consolidamento avviato negli ultimi anni. Con ogni probabilità i tasselli di questo grande puzzle si completeranno già nei prossimi mesi, con le ultime banche che convoleranno a nozze. Unicredit, MPS, Banco BPM e BPER saranno i quattro principali istituti a giocarsi questa partita.

“Non escludiamo colpi di scena, anche se l’addio di Mustier alla guida della banca di Piazza Gae Aulenti spalanca le porte a un matrimonio con Piazza Salimbeni” scrivono gli esperti, aggiungendo che M&A a parte, sulle banche pende il nodo dei crediti deteriorati, NPL, che potrebbero lievitare a seguito della pandemia. “Potremmo avere numeri più importanti rispetto a quelli della crisi del 2012 con nuove ondate di aumenti di capitale necessari per stabilizzare il sistema bancario. Sarà questa una sfida nella sfida, riuscire a resistere a nuovi aumenti di capitale, in un momento particolarmente difficile per l’economia e il Paese e soprattutto in un’ottica di tassi bassi ancora a lungo”. 

Ed è proprio il settore finanziario potrebbe frenare l’ascesa del FtseMib che è tornato negli ultimi giorni sopra quota 22000 punti.

“Le aspettative è che la corsa degli ultimi mesi possa arrestarsi poco sopra 24 mila punti. Sarà questo l’ostacolo, superato il quale potremmo puntare verso i 26 mila punti nel corso dell’anno” concludono.