Piazza Affari: i dividendi previsti per il 22 novembre

11 Novembre 2021, di Alessandra Caparello

Altro giro altra corsa per i dividendi di Piazza Affari. Dopo ottobre anche a novembre alcuni titoli finanziari staccheranno i dividendi dopo il recente via libera della Bce. La data da segnare per gli investitori di Piazza Affari interessati alle cedole è quella del 22 novembre.

Dividendi: le società che staccano la cedola il 22 novembre

In questo giorno a staccare i dividendi saranno:

  • FinecoBank: distribuirà 0,53 euro per azione come sommatoria fra gli esercizi 2019 e 2020.
  • Intesa Sanpaolo: procederà a staccare una cedola da 0,072 euro a titolo di acconto sull’esercizio 2021.
  • Mediobanca ha previsto lo stacco di un dividendo da 0,66 euro.
  • Poste Italiane: visti i positivi risultati dei primi nove mesi del 2021, il gruppo ha proposto la distribuzione di un acconto del dividendo 2022 (relativo all’esercizio 2021) per un ammontare di 0,185 euro per azione.
  • Banca Mediolanum: distribuirà un acconto di dividendo 2021 di 0,23 euro.
  • Terna: distribuirà un acconto del dividendo 2022 (relativo all’esercizio 2021) per un ammontare di 0,0982 euro.
  • Banca Generali: distribuirà un primo dividendo da 2,7 euro relativo all’esercizio 2020. Successivamente distribuirà un secondo dividendo da 0,60 euro per azione il 22 febbraio 2022.

Come incassare i dividendi di Piazza Affari

E’ bene sottolineare che il diritto a incassare il dividendo matura se e solo se si possiede l’azione nel giorno in cui il titolo stacca la cedola. Il cda propone una data proposta all’assemblea dei soci – al pari della somma del dividendo – nel momento in cui i conti dell’intero esercizio sono approvati dal board. Spetta poi agli azionisti confermare.

Si può quindi incassare il dividendo se si vende il titolo nel giorno stesso dello stacco, ma non si potrà incassare il dividendo se si vende il titolo il giorno precedente allo stacco.

Stacco cedole: cosa significa

Le cedole sono i proventi dei titoli azionari e obbligazionari e nel caso dei titoli azionari, l’importo delle cedole è rappresentato dalla quota degli utili che gli amministratori della società decidono di distribuire ai soci – previa approvazione dell’assemblea – sotto forma di dividendi ordinari. Come riporta Borsa Italiana, per i titoli azionari è possibile che gli amministratori decidano di distribuire cedole non derivanti da utili dell’attività ordinaria ma da altre voci contabili (cassa, riserve, ecc.). In questa eventualità si parla di cedole (o dividendi) straordinari.

Quando avviene lo stacco delle cedole? Può avvenire in un’unica occasione (cedola annuale unica), oppure in diverse tranche: nei titoli obbligazionari la cedola è di norma semestrale. Nei titoli azionari lo stacco del dividendo è annuale, ma ultimamente si sta diffondendo, soprattutto tra le società più grandi, lo stacco in autunno di un acconto sul dividendo relativo all’esercizio in corso, per poi provvedere al saldo la primavera successiva.

Lo scorso 23 luglio, la Banca centrale europea (BCE) ha comunicato la decisione di non estendere oltre il 30 settembre 2021 la propria raccomandazione rivolta a tutte le banche di limitare i dividendi e il riacquisto di azioni proprie.

Una raccomandazione che era stata presa a marzo 2020, con lo scoppio della pandemia. In quella circostanza l’istituto di Francoforte aveva chiesto alle banche di non conferire dividendi per rafforzare la loro capacità di assorbire le perdite e di sostenere il credito a famiglie e imprese. La decisione era stata poi riconfermata a luglio 2020, mentre a dicembre dello scorso anno Francoforte era passata a una raccomandazione. Dal 1° ottobre si è deciso infine di tornare alla situazione pre-pandemia perché “le ultime proiezioni macroeconomiche confermano il recupero dell’economia e segnalano una minore incertezza, quadro che migliora l’affidabilità della traiettoria patrimoniale delle banche” dice l’istituto guidato da Christine Lagarde.