Per recuperare Pil perso ci vorranno 20 anni nella migliore delle ipotesi

25 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nel migliore dei casi ci vorranno trent’anni per recuperare il Pil perso dall’inizio della crisi. È la conclusione a cui si giunge effettuando una serie di calcoli molto semplici.

“Ipotizzando una crescita media annua dell’1,5% (come quella realizzata dal 1995 al 2007), l’Italia, dal 2008, ha perso 327 miliardi di euro di Pil.
In altre parole, ad oggi, l’Italia si trova con un prodotto interno lordo inferiore del 21% rispetto a quello che avrebbe potuto avere in costanza di crescita, ipotizzata all’1.5%”, dice Paolo Cardenà sul suo blog Vincitori e Vinti.

In caso di crescita del 3,5%, l’Italia recupererà i 327 miliardi di Pil andati in fumo solo nel 2024, cioè tra dieci anni. Nel secondo caso, essendo inferiore il tasso previsto (2,5%), il recupero avverrà solo nel 2034: tra venti anni.

“Ovviamente – dice il banchiere – in tutto questo periodo si dovranno evitare, come la peste bubbonica, tutte le crisi che dovessero manifestarsi”.

Mentre la prima ipotesi è impossibile, la seconda è pure altamente improbabile, secondo il banchiere privato Cardenà. Da almeno una trentina di anni, l’Italia sta conoscendo “tassi di crescita via via sempre più bassi, e ora si ritrova in una posizione di stallo che lascia supporre che, nel prossimo prossimo futuro, l’Italia, nella migliore delle ipotesi, si troverà ad alternare periodi di recessione con altrettanti periodi di stagnazione in un percorso fortemente distruttivo”.

Il tutto, considerando anche la distruzione economica intervenuta in questo periodi di crisi e altri fattori demografici che comunque condannano l’Italia.
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Con l’economia dell’Eurozona che zoppica, le possibilità di ripresa in Italia sono ancora più ridotte al lumicino. Il Pil è stato ancora negativo (-0,1%) rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% sull’anno prima. Nel primo trimestre dell’anno l’economia era restata bloccata sullo zero ed era arretrata dello 0,2% nel secondo.

(DaC)