Per recuperare perdite Brexit, UE pensa a nuove tasse

20 Gennaio 2018, di Francesco Puppato

La Brexit costerà circa 12-14 miliardi di euro l’anno in termini di mancate entrate, stimano a Bruxelles. Bisogna, dunque, trovare come colmare il buco.

A tal proposito l’UE sta pensando di percorrere due vie principali: il taglio dei finanziamenti e l’inserimento di nuove tasse.

Più precisamente, il commissario al Bilancio, ovvero il tedesco Gunther Oettinger, vorrebbe effettuare una scelta esattamente a metà: recuperare il 50% del gap tramite tagli ed il restante 50% per mezzo risorse da prendere dalle tasche degli Stati nazionali ed introducendo nuove tasse.

Quanto ai finanziamenti, l’attuale programmazione del budget 2014-2020 prevede un pacchetto che vale 44,5 miliardi di euro spalmati in 7 anni per l’Italia, il secondo più cospicuo in Europa dopo quello di cui beneficia la Polonia, proprio a causa dell’impoverimento subìto negli anni di crisi.

Il taglio per gli investimenti strutturali è stimato al 15% circa.

In seconda battuta, ecco l’aggiunta di nuove tasse; più nel dettaglio stiamo parlando dell’introduzione di una tassa europea sulla plastica.

Dal 1 gennaio 2018 la Cina ha il chiuso il mercato della plastica da riciclare (quella che prima, in buona sostanza, usava per fare i giocattoli dei bambini) mentre, l’Europa, sempre secondo il commissario europeo, ne utilizza e produce troppa.

A Bruxelles si sta ancora valutando se il balzello post Brexit andrà a colpire le componenti che si usano per produrla e se ci saranno esenzioni per prodotti di uso comune come i cartoni del latte, ma la vlontà è quella di disincentivarne l’utilizzo.

Se questa tassa verrà introdotta, rappresenterà una piccola svolta in quanto sarebbe di fatto il primo tributo comunitario, volto a finanziare direttamente il bilancio dell’Unione europea.

La misura, in ogni caso, riguarderebbe il nuovo ciclo di bilancio ancora in discussione, quindi post 2020.

Puntando lo sguardo ai confini nazionali notiamo che ad oggi l’Italia versa all’Europa 20 miliardi di euro all’anno per riceverne indietro 11; tagli ai finanziamenti e nuove tasse non l’aiuterebbero di certo.