Pensioni: tutto sul bonus 200 euro una tantum

19 Maggio 2022, di Alessandra Caparello

A luglio i pensionati riceveranno un bonus una tantum di 200 euro in maniera automatica sulle pensioni. E’ quanto previsto dal decreto Aiuti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introdotto per compensare gli effetti economici provocati dall’aumento dell’inflazione.

Il provvedimento prevede l’indennità una tantum in favore dei soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione.

Bonus 200 euro per i pensionati

Sono 13,7 milioni i pensionati con un reddito annuo lordo non superiore ai 35mila euro che con il cedolino di luglio si vedranno arrivare “automaticamente” il bonus da 200 euro, per un costo di 2,74 miliardi. Non sarà infatti necessario presentare specifiche richieste all’Inps. L’Istituto presieduto da Pasquale Tridico, o in ogni caso l’ente previdenziale erogatore, avrà il compito di effettuare le necessarie verifiche dell’effettiva situazione reddituale.

Il bonus 200 euro è esentasse e non pignorabile e verrà riconosciuto in un’unica soluzione ai titolari di pensione, come pure per lavoratori e disoccupati.

I pensionati che avranno il bonus di 200 euro a luglio

Nel dettaglio il bonus 200 euro spetterà  ai “soggetti residenti in Italia titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione”.

Il bonus in sostanza spetta a tutte le pensioni di tipo previdenziale, sia dirette che indirette, mentre non ne hanno diritto però i pensionati residenti all’estero.
E ancora, spetta il bonus anche a coloro che sono titolari di trattamenti di accompagnamento alla pensione, come può essere l’Ape sociale.
Infine, ne hanno diritto anche i titolari di assegno sociale, come pure chi percepisce un trattamento assistenziale per l’invalidità civile.

Se ne ha diritto però solamente su una prestazione: il lavoratore che percepisce anche una pensione, ad esempio, riceverà comunque un solo bonus 200 euro.

L’indennità è corrisposta, a ciascun soggetto avente diritto, una sola volta, anche nel caso in cui tale soggetto svolga attività lavorativa

Il limite Isee di 35mila euro

Unica condizione richiesta per ricevere il bonus è avere un reddito annuo non superiore ai 35mila euro. Per arrivare a questo tetto vengono presi in considerazione redditi di qualsiasi natura. Sono però escluse dal calcolo dei 35mila euro di Isee voci quali la casa di abitazione, i trattamenti di fine rapporto, l’assegno unico e gli assegni familiari. E a non concorrere al reddito preso in esame sono anche gli assegni di guerra e l’indennizzo ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati; l’indennità di accompagnamento.
E ancora: l’assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità, l’indennità prevista per i ciechi parziali e quella di comunicazione per i sordi prelinguali.

Il meccanismo di erogazione sarà automatico: non dovranno cioè essere presentate domande. Sarà compito dell’Inps, o comunque dell’ente previdenziale erogatore, occuparsi delle necessarie verifiche. E nel caso in cui vengano accertate somme corrisposte in eccedenza, scatterà la notifica dell’indebito entro l’anno successivo a quello di acquisizione delle informazioni reddituali da parte dell’Istituto.

La quattordicesima

Per dovere di cronaca si ricorda che proprio a luglio verrà erogata anche la Quattordicesima, una somma aggiuntiva alla pensione corrisposta dall’INPS a luglio o a dicembre di ogni anno e introdotta dall’articolo 5, commi da 1 a 4, decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2007, n. 127.

La quattordicesima spetta ai pensionati di almeno 64 anni che hanno un reddito complessivo fino a un massimo di 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti fino al 2016 e fino a 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo lavoratori dipendenti dal 2017. La legge di bilancio 2017 ha esteso il diritto alla somma aggiuntiva, nella misura prevista fino al 2016, a coloro che hanno un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD).
Inoltre è stato incrementato l’importo della somma aggiuntiva spettante a coloro che hanno un reddito complessivo pari o inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo annuo del FPLD. Il pagamento viene effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti.