Pensioni, interventi a costo zero. Boeri: “taglio equo, non del 30%”

9 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il governo ha confermato di voler apportare modicihe alla riforma Fornero sulle pensioni, ma a costo zero. Nel commentare il dietrofront del governo Renzi sulla riforma delle pensioni e in particolare sulla flessibilità in uscita, Pier Paolo Baretta ha sottolineato che la questione è “nell’agenda del governo” ma “le compatibilità economiche detteranno le modalità e i tempi”.

Nelle ultime ore è intervenuto sulla questione Tito Boeri, presidente dell’Inps, sottolineando – come riporta l’Ansa – che la “proposta sulla flessibilità presentata al Governo non prevede né il taglio delle pensioni del 30%, né il ricalcolo con metodo contributivo ma una riduzione equa per chi sceglie di anticipare il ritiro”.

Si è fatto sentire anche l’ex ministro del Lavoro ed ex commissario dell’Inps, Tiziano Treu, sottolineando che “si possono fare interventi con costi minimi” per introdurre flessibilità, “necessaria” per porre riparo all’eccessiva rigidità della legge Fornero.

Treu ha indicato alcune opzioni, come estensione dell’opzione donna – definita tuttavia “difficile” in quanto implica una forte penalizzazione sull’assegno, prestito pensionistico e part-time.

Parlando a margine della Summer School di Confartigianato, il sottosegretario all’Economia Baretta ieri aveva sottolineato: “Per il governo questo è un argomento degno di essere affrontato” ma “la traduzione pratica è da verificare in base alla compatibilità finanziaria le strade sono molteplici, può essere nella legge di Stabilità, in una legge ad hoc o in un provvedimento successivo”.

Insomma “il tema è in agenda” ma “non deve gravare sullo Stato”. “Effettivamente la discussione è cosa si intenda per misura a costo zero: se si intende a lungo periodo” allora “complessivamente” c’è un risparmio; se invece si guarda “all’anticipazione” un costo c’è ed è necessario trovare le risorse.

Baretta ha auspicato nel suo discorso di sperare nell’inclusione del bonus per la ristrutturazione della casa nella Legge di Stabilità: “Spero molto che venga introdotto nella legge di Stabilità il bonus energetico che è finanziato fino al 31 dicembre”, visto che finora ha “prodotto un volume di affari di 27 miliardi di euro”. Lo ha detto

Lo stesso premier Renzi è tornato sulle pensioni: “Dobbiamo trovare un meccanismo per cui chi vuole andare in pensione un po’ prima rinunciando a un po’ di soldi possa farlo, il problema è quanto prima e quanti soldi. Spererei di farlo nelle prossime settimane e mesi. Sono ottimista ma per lo stato deve essere a somma zero”.

Intanto l’Ansa riporta: “Nel 2016 scatterà una vera e propria ‘mazzata’ per le donne del settore privato con l’aumento dell’età di vecchiaia nel complesso tra ‘scalino’ e aspettativa di vita di un anno e 10 mesi. Le donne del privato dal 2016 dovranno aspettare i 65 anni e 7 mesi a fronte dei 63,9 fissati fino a quest’anno. Senza interventi sulla legge Fornero per le donne in Italia tra il 2014 e il 2020 – secondo quanto si legge nell’indagine della Commissione europea, ”The 2015 Ageing Report” – si avrà lo ‘scalino’ più alto tra i paesi Ue per quanto riguarda l’età effettiva di uscita che passerà da 62,1 anni a 65,5 superando di quasi due anni l’età effettiva media nell’Ue (63,6, in crescita di appena un anno). Se si guarda all’età legale, l’età di vecchiaia dovrebbe crescere tra il 2013 e il 2020 di 4 anni e mezzo (da 62,3 a 66,8). Anche per gli uomini l’età effettiva di uscita cresce di oltre tre anni (da 62,4 a 65,9 superando ampiamente la media Ue (64,4 nel 2020). In pratica in assenza di interventi saremo a breve tra i paesi più virtuosi in Europa sull’età effettiva di uscita dal lavoro anche grazie alla stretta sulle pensioni anticipate (dal 2016 si andrà prima dell’età di vecchiaia solo a fronte di 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 10 mesi se donne).

Il Sole 24 Ore parla oggi della possibilità di adottare “due interventi ad hoc per lo sblocco dell’opzione contributiva per le donne che vogliono ritirarsi dal lavoro con 57 anni (58 se autonome) e 35 di versamenti con calcolo dell’assegno solo contributivo e per un settimo intervento di salvaguardia per i lavoratori esodati”, sottolineando che “ieri su questi due fronti s’è svolta una riunione a livello tecnico tra esponenti dell’Economia, del Lavoro, della Ragioneria generale dello Stato e dell’Inps in vista della convocazione prevista per domani in commissione Lavoro della Camera”.