Pensioni e “pace fiscale”, i primi provvedimenti del governo Conte

8 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Si preannuncia rovente l’estate del nuovo governo Conte che nei prossimi giorni potrebbe dare alla luce i suoi primi provvedimenti.

Ai primi posti sembra che ci sia la pace fiscale, tema tanto caro alla Lega di Salvini  – il che significa estendere il regime della flat tax alle partite Iva e una nuova maxi rottamazione – e la riforma dei centri per l’impiego, primo grande passo da compiere per attuare il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza.

A regime per il sussidio da 800 euro al mese serviranno 2,1 miliardi di euro e nella prima fase – scrive Il Sole 24 Ore – sarebbero però sufficienti alcune centinaia di milioni che verrebbero pescate nelle pieghe del bilancio 2018 (da uno dei maxi-fondi ancora non a secco).

Altro fronte caldo è quello delle pensioni, capitolo centrale nel contratto di governo Lega-M5S. Tra le misure da attuare: l’introduzione della quota 100 e della quota 41, proroga dell’opzione donna, pensione di cittadinanza – che significa elevare a 750 euro le pensioni di chi è sotto la soglia di povertà – fino al taglio delle pensioni d’oro sopra i 5 mila euro non giustificate dai contributi versati.

Soffermandoci sul sistema delle quote, la quota 100 prevede la possibilità di andare in pensione se la somma tra età pensionabile e gli anni di contributi versasti restituisce il risultato di 100. La quota 41 invece permette di andare in pensione se il lavoratore ha versato 41 anni di contributi.

Prima però di cominciare a lavorare su questi temi c’è un altro ostacolo da superare, ossia la nomina dei viceministri e dei sottosegretari, mentre per oggi è attesa la questione delle deleghe di alcuni ministeri.