PdL avanti, coalizione oltre +4 punti sul centro sinistra

22 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il PdL torna a essere il primo partito d’Italia, ma deve dire grazie al suicidio del PD in atto, piuttosto che a meriti propri. Stretto intorno al proprio capo, Berlusconi, il partito che ha sfiorato a sua volta la spaccatura in mille pezzi alla fine dell’anno scorso, nei primi mesi dell’anno ha recuperato costantemente terreno. Alla lunga e’ tuttavia il Movimento 5 Stelle il gruppo destinato a giovare maggiormente dell’erosione di consensi nei confronti del centro sinistra.

Secondo l’ultimo sondaggio pubblicato da Scenari Politici il mega inciucio in atto, consumato con la rielezione di Napolitano e che ignora completamente il voto di febbraio, oltre al PD penalizzera’ anche il centro: dopo il punto perso l’ultima volta, Monti ne cede altri 2.

Lo scarso peso della coalizione in questo inizio di legislatura si riflette nelle intenzioni di voto, gli elettori preferiscono il Centro destra o il Centro sinistra.

Casini ha già fatto sapere, per quel che conta, che la prossima volta il Centro (ma parlava per l’UDC o per l’intera coalizione?) si schiererà con una delle due fazioni. Nel frattempo però gli elettori scappano.

Da parte sua il Centrosinistra ha vissuto giornate di passione ed ha subito una brusca frenata negli ultimi giorni della rilevazione altrimenti sarebbe cresciuto a scapito principalmente del M5S. In particolare il PD, che era in buona crescita dopo le Politiche, ha mostrato lacerazioni incredibili e nemmeno lontanamente immaginabili dall’esterno, in un week-end sono saltati Bersani, Prodi, Marini e la Bindi.

Renzi stesso non sembra uscire particolarmente rafforzato. Gli elettori potevano comprendere e perdonare le titubanze sulla formazione del governo ma quello che è avvenuto la scorsa settimana, in una situazione importante come l’elezione del Presidente della Repubblica, segnerà pesantemente i consensi e forse l’esistenza stessa del Partito Democratico che diviene quindi un osservato speciale. A raccogliere i frutti, per ora sono SEL e M5S.

Il M5S è in calo rispetto ad un mese fa, ma ha giocato una buona partita per il Quirinale ed ha migliorato i consensi negli ultimi giorni altrimenti il saldo sarebbe stato ancor più negativo.

Il PdL intanto sta trascinando la coalizione su valori che non si ricordavano da molto tempo. Se si votasse oggi il CDX non dovrebbe avere problemi alla Camera, mentre al Senato non riuscirebbe a raggiungere una maggioranza autonoma ma non ci andrebbe nemmeno troppo lontano. A ogni modo meglio non fare calcoli prima di conoscere la nuova legge elettorale. Un cambiamento del Porcellum e’ a questo punto da dare scontato.

Con l’attuale legge, rispetto al voto del 24-25 febbraio, il CSX perderebbe tutte le regioni swing, rischierebbe pure in Sardegna e nelle Marche M5S e CDX non sarebbero troppo lontani (al solito nelle prox settimane post appositi regione per regione). Resta comunque altamente improbabile per chiunque ottenere una maggioranza al Senato fino a che 3 blocchi risulteranno sopra il 15-20%.

Nota infomrtiva: i dati sono stati raccolti tra il 15 ed il 19 aprile, cioè da Lunedì a Venerdì, inglobando quindi parte del caos che abbiamo avuto durante l’elezione del “nuovo” Presidente della Repubblica. Quello che manca è l’effetto della rielezione di Napolitano visto che l’elezione è avvenuta il 20.

Secondo un sondaggio effettuato per La 7 che verra’ mandato in onda al Tg di stasera, “se se si votasse oggi la coalizione di centro-sinistra sarebbe dietro al centro-destra ma anche al movimento 5stelle”. E’ quanto comunicato in un tweet da Enrico Mentana, direttore del telegiornale.

Intanto il partito anti euro neonato in Germania naviga con il vento in poppa in vista delle elezioni di settembre. “Alternative fuer Deutschland” di Bernd Lucke ha infatti già superato la soglia di sbarramento del 5%.