Paura Brexit, tassi Bund 10 anni sotto zero: prima volta

14 Giugno 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Sale la paura sui mercati e i rendimenti del titolo di Stato tedesco di riferimento ora valgono meno di zero. La diga si è rotta. Dopo aver toccato il minimo assoluto al +0,002% nelle prime ore della mattina, il tasso decennale sui Bund è risalito momentaneamente sui livelli più bassi della seduta precedente, pari al +0,018%, prima di bucare la fatidica soglia dello zeroTradeweb rende noto che il minimo di giornata è stato finora di -0,025%.

È la dimostrazione dell’estremo nervosismo che aleggia sui mercati finanziari prima del voto sulla Brexit, previsto il prossimo 23 giugno. Gli ultimi sondaggi danno i voti contrari all’Europa (“Leave”) in vantaggio e anche i bookmaker inglesi hanno dovuto alzare la quota premio per la vittoria dei “Remain”. Betfair dà al 59% e non più al 64% le possibilità che la spunti il fronte dei si all’Europa.

Nel frattempo le Borse europee stanno aggiornando i minimi di tre anni con asset manager e grandi fondi pensione che stanno dando la caccia ai beni rifugio, come i Bund e l’oro, favorendo il dollaro su euro e sterlina sul valutario. Ieri lo Spread tra Btp e Bund è tornato a scambiare in area 140 punti base.

Gli investitori stanno facendo man bassa, letteralmente, del debito emesso dal paese più sicuro e solido d’Europa, la Germania. Ora in pratica sono disposti anche a sborsare soldi di tasca loro per prestare denaro al governo di Berlino per dieci anni. Meglio questo, che correre rischi inutili.

Il mercato teme che lo scenario di Brexit si avveri. Anche il costo del denaro nel Regno Unito ha toccato i minimi assoluti. Gli interessi sul debito governativo britannico sono scesi  ad appena l’1,187% mentre i prezzi dei Bond decennali di riferimento hanno toccato il picco di sempre.

L’andamento sta spiazzando un po’ tutti: l’anno scorso Bill Gross aveva definito il mercato dei Bund “la puntata short di una vita“. Ovvero che i prezzi avevano toccato il picco massimo e che i rendimenti sarebbero risaliti. Allora, sul breve, è successo. Ma con il senno di poi la chiamata del Re dei Bond è stata avventata.

Sovvrapeso cash ai massimi da fine 2001

L’agenzia federale tedesca del debito ha commentato la notizia dei tassi di riferimento scesi in negativo, dicendo che i titoli del debito restano molto validi e che il livello dei rendimenti “gioco un ruolo subordinato” rispetto alla strategia di gestione del debito del paese. Secondo l’organizzazione, l’obiettivo del portafoglio obbligazionario è il raggiungimento di un equilibrio a lungo termine tra i costi e i benefici offerti dalla pianificazione di uno schema per ottenere una certa sicurezza.

Se l’incubo Brexit dovesse avverarsi, secondo gli analisti di TD Securities i rendimenti del titolo decennale tedesco scenderebbero fino anche al -0,3, -0,4%. In caso di vittoria dei si all’Europa, invece, il tasso di riferimento risalirebbe allo 0,10, 0,20%.

Attualmente, secondo i dati raccolti in uno studio condotto da Pictet, la metà dei bond governativi tedeschi offre un rendimento inferiore al -0,4%, che è anche il livello minimo per essere oggetto del programma degli acquisti Bce di Quantitative Easing che coinvolge i titoli di Stato e i corporate bond.

Intanto sul valutario vengono premiate le valute rifugio come lo yen e penalizzate quelle dei paesi emergenti e la sterlina. La volatilità implicita sulle opzioni sulla valuta due settimane ha raggiunto il nuovo record storico, superando il 40%. Emblematico il posizionamento dei gestori mondiali emerso dal sondaggio di BofA Merrill Lynch di giugno: sovrappeso di cash al massimo da novembre 2001.