Tutti pazzi per il palladio: rally senza freni, nuovi record

19 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Continua inarrestabile la corsa del palladio, considerato ormai da molti osservatori il nuovo bitcoin. Il più prezioso dei metalli preziosi – come l’oro e il platino – il metallo raro da mesi brucia record su record in una corsa sfrenata che lo ha visto ieri attestarsi a $ 1,588,53 l’oncia, dopo aver segnato un massimo storico di $ 1,591 all’inizio della sessione.

“I fondamentali sono forti e c’è un problema di deficit di approvvigionamento in corso”, ha spiegato Ilya Spivak, strategist presso DailyFX, aggiungendo che aspettative di un maggiore stimolo economico da parte della Cina, il più grande mercato automobilistico del mondo, potrebbero rappresentare un nuovo fattore di crescita a breve termine per il mercato

I prezzi sono quasi raddoppiati rispetto ai minimi di metà agosto e sono già aumentati del 26% per l’anno. E questo nonostante le deboli vendite di auto.

Palladio: offerta scarseggia, timori di bolla speculativa

Estratto principalmente da alcuni minerali di rame e nichel, il metallo viene usato da tempo nell’industria come catalizzatore, e in gioielleria. Ma a far crescere la domanda è il suo impiego nelle auto a benzina e ibride. C’è un problema però: le scorte di palladio si stanno esaurendo.

È proprio la parte dell’equazione che merita maggiore attenzione soprattutto per le implicazioni geopolitiche. Reuters riferisce che la Russia intende imporre un divieto alle esportazioni di metalli preziosi dall’estero. L’obiettivo è promuovere il mercato interno della raffinazione dei materiali.

Più di quattro quinti del palladio è prodotto dall’estrazione di nickel in Russia e dall’estrazione di palladio in Africa del Sud. L’offerta dipende dunque anche dal livello di estrazione di altri minerali. Dalla Russia è partito il 21% delle esportazioni di palladio nel 2017.

L’80% delle forniture arriva quindi da due Paesi soltanto: il Sudafrica – dove l’industria mineraria è in crisi da anni – e la Russia, dove opera il primo produttore mondiale, Norilsk Nickel. Quest’ultimo prevede che la domanda, già da record nel 2018, aumenterà ancora di circa il 5% quest’anno (a 11,2 milioni di once) e che il deficit salirà da 600 mila a 800 mila once.

La domanda di palladio però non basta a spiegare le ragioni del rally. Un numero crescente di esperti è convinto che dietro ci sia anche una bolla speculativa e oggi mette in guardia dal rischio di una brusca correzione.