Outlook Borse 2019: guardare alle aziende inclini al cambiamento

19 Dicembre 2018, di Daniele Chicca

In un mondo del business sempre più “disruptive”, di rottura con il passato, il consiglio per chi investe nelle Borse l’anno prossimo è di andare alla ricerca di aziende quotate “inclini al cambiamento”. Parola di Alex Tedder, Head and CIO of Global and US Equities presso Schroders.

Nel suo outlook sui mercati per il 2019, Schroders sostiene che le Borse “si stanno indirizzando verso una nuova fase”, in cui l’inflazione aumenterà e le banche centrali offriranno meno sostegno ai mercati. Lato azionario a dominare è “la compiacenza nei confronti dei rischi posti dai tassi di interesse più elevati e dall’alto livello di debito corporate”.

In questo contesto, dice Tedder, “per identificare le società meglio posizionate per resistere – o anche prosperare – nella nuova fase del ciclo economico e di business serviranno un approccio attivo e una comprensione accurata dei fondamentali delle società”.

“Riteniamo che l’attuale periodo di cambiamenti disruptive, che sta interessando molti settori, presenti notevoli opportunità di investimento. Favoriamo molte di queste aziende disruptive e ci focalizziamo sui business che mostrano la volontà di investire nel lungo termine, che sono pronti a cambiare e che possono creare una crescita sostenibile”.

A quel punto il manager cita l’esempio dei gruppi coinvolti nella transizione ecologica in atto, caratterizzata da investimenti nell’energia rinnovabile e dallo spostamento della domanda dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili.

I prezzi dei combustibili fossili sono saliti, in quanto gli investimenti nel biennio 2015-2017 sono stati inferiori, a causa dell’indebolimento dei prezzi energetici all’inizio del decennio. In ottica di investimenti in Borsa, “l’incremento dei prezzi dei combustibili fossili e il miglioramento nelle economie delle energie rinnovabili hanno reso sempre più competitive le tecnologie riguardanti l’energia alternativa”.

“Ci aspettiamo che la domanda sia per l’energia rinnovabile che per i veicoli elettrici si rafforzi e, di conseguenza, continuiamo a cercare le società che possono cogliere questo trend di crescita di lungo termine, mentre cerchiamo di evitare le parti più competitive di queste industrie e le aziende che non offrono un servizio unico”.

Schorders dice di favorire inoltre “diversi titoli azionari tecnologici e legati ai consumatori. Il contesto competitivo a livello di consumo di contenuti e di media sta cambiando rapidamente, creando delle opportunità, soprattutto nell’ambito dei social media, della musica e dei giochi online“.

In alcune circostanze, le valutazioni appaiono elevate, ma pensiamo che il mercato sottostimi la capacità di diverse società di espandere la propria attività o di monetizzare il contenuto a supporto della traiettoria di crescita di lungo periodo.

Outlook azionario europeo: un 2019 di opportunità

Secondo Rory Bateman, Head of UK & European Equities e James Sym, Fund Manager, European Equities, di Schroders, il mercato azionario europeo potrebbe rimanere volatile nel 2019, creando opportunità per gli investitori che sapranno individuare le società sottovalutate.

Il quadro dell’economia globale per il 2019 sembra porre più sfide, man mano che si avvicinano le fasi finali del ciclo economico. Il mercato azionario ha già prezzato un rallentamento, motivo per cui la maggior parte delle regioni ha messo a segno rendimenti deludenti quest’anno.

Crediamo che l’economia dell’Europa possa beneficiare di una crescita al di sopra del trend l’anno prossimo, visto che la ripresa post-crisi è arrivata dopo rispetto al resto del mondo. Inoltre, prosegue l’espansione dei consumi domestici. Gli investitori hanno ora la possibilità di accedere all’equity europeo con valutazioni sui minimi da 5 anni in scia ai cali di quest’anno.

Ci aspettiamo che le inevitabili incertezze politiche in Europa presentino delle opportunità per comprare alcuni titoli azionari su livelli attraenti. Il sentiment internazionale nei confronti dell’equity europeo attualmente è molto scettico per via di Brexit e dei timori legati al bilancio italiano. Storicamente, questi periodi di sentiment estremo hanno fornito l’occasione per adottare un approccio contrarian. Alcuni investitori potrebbero quindi implementare un’allocazione tattica di breve termine sull’azionario europeo.

Gli investitori dovranno affrontare un contesto differente nel 2019, in cui una delle caratteristiche chiave sarà il ritorno dell’inflazione. Molte società europee stanno affrontando un mercato del lavoro sempre più rigido e devono quindi pagare salari più elevati per attrarre e trattenere i dipendenti. Contemporaneamente, il livello contenuto degli investimenti, sommato con una crescita economica stabile implica che molte società ora devono investire in nuova capacity.

Entrambi questi fattori sono di natura inflazionistica, e potrebbero pesare su quelle società in grado di fare bene in un contesto di tassi bassi e bassa inflazione. Una società può ancora crescere se non è in grado di aumentare i dipendenti o la propria capacity? Crediamo che gli investitori dovranno focalizzarsi su altre tipologie di aziende, man mano che l’inflazione aumenterà.

I titoli finanziari potrebbero trarre beneficio dal nuovo contesto inflazionistico, perché possono riprezzare i tassi che impongono sui prestiti e sugli altri prodotti. I ricavi dovrebbero aumentare più velocemente dei costi di personale, e le società finanziarie dovrebbero beneficiare dei volumi di crescita con le economie in espansione. All’interno di questa categoria, preferiamo i titoli assicurativi. È importante continuare a essere selettivi nell’investire nelle banche europee.

Anche il settore delle telecomunicazioni dovrebbe trarre beneficio dall’inflazione più elevata, come anche le infrastrutture. Inoltre i salari più elevati permetteranno ai consumatori di accedere a prezzi più alti. Allo stesso modo, i settori ciclici dei consumi – come i produttori di automobili – ora sono molto convenienti e potrebbero essere favoriti dalla maggiore fiducia sul fronte dei consumi nel 2019.