Oro rastrellato da banche centrali: mai tanti acquisti dal 1967

15 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

La quantità di oro acquistata dalle banche centrali ha raggiunto il picco dal 1967. L’anno scorso la domanda mondiale del metallo è cresciuta del 4%, secondo quanto riportato dal World Gold Council (WGC).

Il mondo ha consumato ben 4.345,1 tonnellate (metriche) di oro nel 2018, in aumento dalle 4.159,9 tonnellate dell’anno prima. È quanto emerge dall’ultimo report trimestrale pubblicato da WGC.

Ad alimentare la domanda per l’oro sono state le banche centrali, che hanno accumulato 651,5 tonnellate. Si parla del 74% in più rispetto al 2017 e il secondo numero più alto di sempre. Paesi come la Cina e la Polonia, ma anche la Russia, la Turchia e il Kazakistan, hanno accumulato riserve auree.

Le riserve auree di Bankitalia

Quello che farà l’Italia delle sue riserve auree continua a essere un mistero. È di questi giorni la controversia sul possibile piano del governo per rivendicare la proprietà dell’oro che è gestito e controllato da Bankitalia. La banca centrale italiana fa infatti parte dell’Eurosistema e il governo giallo verde vuole assicurarsi di poter disporre delle proprie riserve auree in caso di bisogno.

La bozza di legge a cui ha lavorato Claudio Borghi della Lega potrebbe aprire la strada alla vendita – per legge costituzionale – di oro. Con la possibilità di rimettere in sesto le finanze pubbliche e disinnescare il temuto aumento dell’IVA.

Gli investimenti retail nei lingotti e nelle monete d’oro sono saliti del 4% a 1.090,2 tonnellate. Sorprende in particolare il boom del +222% della domanda proveniente dall’Iran (a quasi 62 tonnellate).

L’interesse degli investitori finanziari è stato invece moderato. I fondi comuni ETF hanno registrato 68,9 tonnellate in più nell’anno. La cifra risulta inferiore del 67% rispetto al 2017.

Oro: boom domanda a fine 2018 e inizio 2019

Ma con le grandi turbolenze dell’ultimo trimestre del 2018, la domanda di oro – bene rifugio per eccellenza – è tornata a crescere nettamente.

“L’incertezza economica, la frenata della crescita e il conflitto commerciale sino americano ha aiutato l’oro”, favorendo gli acquisti e gli investimenti. Lo sottolinea l’head of market intelligence del Consiglio WCG, Alistair Hewitt.

“Il lato negativo della medaglia è che sono stati colpiti alcuni elementi del mercato”, precisa Alistair, riferendosi alle dinamiche di prezzo e comportamentali che potrebbero ripetersi anche quest’anno.

Hewitt osserva che le banche centrali aumenteranno ancora gli acquisti di oro quest’anno. La domanda nei due mercati più attivi (Cina e India) rimarrà con ogni probabilità robusta. La Cina è previsto che consumi 900-1.000 tonnellate di oro e l’India tra le 750 e le 850 nel 2019.

Oltre alla domanda nel 2018 è cresciuta anche l’offerta di oro. Su scala globale è aumentata dell’1%, attestandosi a quota 4.490,2 tonnellate. Nel 2019, poi, sta crescendo l’appeal del bene rifugio per antonomasia sui mercati. La prova di inizio anno è infatti la migliore in tre anni.

A stimolare l’appetito dei trader e degli investitori istituzionali per l’oro sono alcuni fattori tra cui il fatto che il metallo eserciti la funzione di asset monetario e riserva strategica delle principali banche centrali del mondo. In particolare a Est, secondo Confinvest.

 

Fonte: Metals Focus, World Gold Council