Effetto Fed sul sentiment, ma non sui fondamentali

14 Febbraio 2019, di Patrick Moonen (NN IP)

L’attenuamento nel tono della Federal Reserve, secondo cui gli aumenti dei tassi saranno messi in pausa, ha aiutato il sentiment dei mercati obbligazionari, ma i fondamentali economici sono ancora in ritardo in termini di sostegno agli asset rischiosi.

Il nostro indicatore societario, l’NN IP Market Dynamics Indicator, che monitora il sentiment del mercato, il suo slancio, la liquidità, i posizionamenti e i flussi, è passato da -0,6 prima dell’annuncio al +1,3 ora, su una scala che va da -4 a +4. Tuttavia, un altro indicatore societario, l’NN IP Macro Fundamentals Indicator, che traccia l’attività macroeconomica e le aspettative, rimane in territorio negativo (-1,3), anche se meno di prima.

L’annuncio della Fed ha innescato un rialzo delle azioni e delle obbligazioni. Rimaniamo cauti sulle prime, ma il conseguente calo dei rendimenti sovrani globali è stato uno sviluppo positivo per le obbligazioni, in particolare per i titoli a più alto rischio che beneficiano della ricerca di rendimento.

Tuttavia, questo restringimento dello spread è stato determinato più da un miglioramento del sentiment che da un miglioramento dei fondamentali sottostanti. Il tema principale ora è se il sentiment si abbasserà per eguagliare lo scarso slancio macroeconomico, o se saranno invece i fondamentali a migliorare raggiungendo il livello di sentiment degli investitori.

Se i fondamentali dovessero effettivamente rafforzarsi nelle prossime settimane, ciò dovrebbe sostenere ulteriormente la performance del credito, a meno che le aspettative sulla politica della Fed non si spostino nuovamente verso una politica più restrittiva.