October: Fintech come strumento di inclusione sociale e finanziaria

11 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Criptovalute, blockchain, intelligenza artificiale, big data ecc..che il Fintech abbia un impatto notevole sul settore finanziario e sullo sviluppo sostenibile è noto. I cittadini sono i finanziatori del mercato globale perché collettivamente con le tasse che pagano, le decisioni di acquisto che prendono, le modalità di impiego dei propri risparmi danno forma all’economia mondiale.
Tuttavia questa consapevolezza stenta a farsi strada ancora oggi presso ampi strati della popolazione che continuano a percepire il sistema finanziario come distante e difficilmente influenzabile da parte dell’individuo.

Come può la tecnologia cambiare la relazione con il sistema finanziario è la domanda che si pone Sergio Zocchi, Amministratore Delegato di October Italia secondo cui le nuove opportunità offerte dalla finanza alternativa stanno ridisegnando il legame tra persone, territorio e imprese, consentendo a una molteplicità di soggetti di collaborare direttamente per lo sviluppo economico disintermediando così la filiera.

Fintech: le tre modalità di sostegno dello sviluppo sostenibile e i rischi

Secondo Zocchi sono tre le modalità di sostegno dello sviluppo sostenibile sul Fintech. Anzitutto permette di far affluire facilmente il risparmio sugli investimenti, compresi quelli di lungo periodo.

Si tratta di un tema estremamente rilevante soprattutto oggi in cui il calo dei tassi di interesse ha reso il costo del denaro prossimo allo zero con un persistente eccesso di liquidità. È in questo contesto che anche i risparmiatori retail si stanno avvicinando sempre più ad asset class alternative prima rivolte solo a investitori istituzionali.

In secondo luogo, consente di mobilitare la finanza internazionale in un mondo globale in cui la circolazione dei capitali diventa sempre più semplice e terzo favorisce anche una maggiore capacità di misurazione e gestione del rischio con modelli di valutazione innovativi.

Tuttavia, rivela Zocchi, ci sono naturalmente dei rischi legati all’utilizzo dei finanziamenti digitali per far progredire gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
In primis il divario digitale che rischia di escludere le persone che non dispongono delle infrastrutture e delle competenze digitali necessarie rafforzando così i modelli esistenti di discriminazione.

È necessario che gli operatori che entrano nel mercato con modelli innovativi possano operare all’interno di un quadro regolamentare adeguato in grado di tutelare in modo ottimale gli interessi di tutti i soggetti partecipanti. Democratizzare l’accesso al sistema finanziario è essenziale per stimolare uno sviluppo responsabile e sostenibile.

In conclusione, la sfida più importante però che la finanza si trova davanti oggi è quella di creare un sistema più inclusivo e partecipativo, mentre a livello individuale è auspicabile una maggior consapevolezza dell’importanza delle singole scelte di risparmio e investimento.