Ocse sulla manovra: “Abolire quota 100, no a flat tax e condoni”

21 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Ancora una pagella insufficiente, anche se in lieve miglioramento, caratterizzata da una crescita stagnante e da prospettive negative per i conti pubblici. È quella ricevuta oggi dall’economia italiana firmata dall’Ocse che, nell’Economic Outlook presentato oggi a Parigi, fissa a zero l’aumento del Pil nel 2019 (da -0,2% di marzo) dopo +0,7% nel 2018, mentre vede un modesto +0,6% per il 2020 (da +0,5%).

Non vanno meglio le cose, quando si passa ad esaminare le prospettive per i conti pubblici. Per l’organizzazione dei Parigi, il deficit/Pil dovrebbe crescere ulteriormente al 2,4% quest’anno e al 2,9% il prossimo, dopo le misure di spesa sociale, cioè il reddito di cittadinanza e quota 100.

Il debito/Pil dovrebbe salire al 134,1% dal 132,2% del 2018 per poi toccare il 135,5% “a causa della bassa crescita, dell’aumento dei costi per gli interessi e del maggiore deficit”.

Ocse taglia crescita globale al 3,2%

Quanto all’economia globale, citando l’impatto negativo sulla fiducia e gli investimenti in Europa e in Cina, l’organizzazione ha ridotto le sue previsioni al 3,2% nel 2019 e al 3,4% nel 2020. Per Germania e Giappone la stima nell’anno in corso è per un Pil inferiore all’1%. Gli Stati Uniti sono una delle poche note positive con un +2,8% atteso.

Per quanto alcuni membri del Governo italiano assicurino che non ci sarà alcun aumento dell’IVA, l’Ocse presuppone che l’esecutivo attuerà solo circa metà del previsto incremento nel 2020, che ammonta all’1,3% del Pil in totale perché “prendiamo in considerazione le leggi che il Parlamento italiano ha approvato, quello fa testo e le politiche che l’Italia dovrebbe implementare dicono che l’Italia aumenterà l’Iva nel 2020 anche se non per l’intero importo previsto che sarebbe veramente alto” ha spiegato Mauro Pisu, l’economista che guida il desk Italia e Grecia all’Ocse, in un’intervista con Il Sole 24 Ore Radiocor.

Italia vulnerabile ai cambiamenti dei tassi

Anche perché se l’Italia non aumentasse l’Iva e in assenza di misure compensative, ‘il deficit sfonderebbe il 3%, arrivando al 3,3-3,4%. Ma l’Ocse si aspetta che il Governo non supererà la soglia del 3%, “perché un confronto con la Ue avrebbe conseguenze estremamente negative sullo spread” tra Btp e Bund decennali, spiega Pisu.

Tra gli altri dati spicca l’incremento della disoccupazione dal 10,6% del 2018, all’11,7% atteso quest’anno fino al 12,3% del prossimo.

“L’elevato debito pubblico rende l’Italia vulnerabile ai cambiamenti dei tassi d’interesse“, ammonisce il rapporto. La spesa pubblica deve diventare più efficiente e mirata, “con un sistema di tassazione dei redditi personali più giusto e progressivo”. Il forte aumento della spesa sociale “contribuirà ad alleviare la povertà”, ma la spesa “deve essere equa a livello inter-generazionale”, sottolinea inoltre l’Ocse.

Come ritornare su un sentiero di crescita virtuoso?

Secondo Pisu, l’Italia deve abolire quota 100, ricalibrare il reddito di cittadinanza e lasciar perdere ‘flat tax’ e condoni. Puntare, invece, sulla riforma della tassazione e dei trasferimenti per favorire il lavoro e tenere sotto controllo la spesa pubblica. Un cammino che appare in collisione con tutte, o quasi, con molte delle iniziative del Governo in tema di economia e welfare.