Nuovi rumor su salute Chavez: prezzi bond volano

7 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Hugo Chavez potrebbe venire associato al suo amico Fidel Castro anche per elementi che non hanno niente a che fare con le ideologie politiche. Da quando e’ stato sottoposto a un’operazione per rimuovere un tumore, 18 mesi fa, il presidente venezuelano non era mai rimasto appartato dalla scena pubblica cosi’ a lungo. Il leader venezuelano non ha nemmeno partecipato al summit del Mercosur, il mercato comune ell’America meridionale.

La ridda di speculazioni circa i suo stato di salute, che potrebbe essere in condizioni peggiori di quello che l’ex generale vuol far credere, hanno spinto in rialzo i prezzi dei titoli pubblici del paese, con il rendimento a 15 anni che e’ sceso di 33 punti base al 9,18%.

Dall’ultima apparizione in diretta tv, il 15 novembre, il governo non ha piu’ pubblicato immagini di Chavez. “In passato quando e’ andato a Cuba per curarsi erano sempre stati diffusi video del suo viaggio o almento interviste telefoniche in diretta sulla sua tv statale, oppure una foto del quotidiano Granma in compagnia di Fidel. L’idea era dimostrare che era vivo e in salute”, spiega a Bloomberg il trader di bond Russ Dallen.

“Ormai e’ da 21 giorni che non si hanno sue notizie. E’ possibile che ci avviciniamo alla fine” dell’era Chavez, caratterizzata da nazionalizzazioni e popolusismo. Lo stato sudamericano e’ il quarto esportatore di petrolio al mondo.

I tassi dei bond decennali sono scesi di ben l’1,74% da meta’ novembre, con i prezzi che solo oggi sono cresciuti di 2,62 centesimi a quota 100,50 centesimi sul dollaro: e’ il rally piu’ sostenuto da giugno 2010.

Va sottolineato, tuttavia, che come nel caso del lider Maximo, non e’ la prima volta che iniziano a circolare rumor sullo stato di salute precario di Chavez.

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Hugo Chavez ripiomba nell’incubo del cancro: in un drammatico intervento a reti unificate da Caracas, il presidente venezuelano ha annunciato che rientrerà a Cuba, da dove era arrivato tre giorni fa, per un nuovo intervento chirurgico contro il tumore. Il 58/enne leader ‘bolivariano’ ha precisato che dopo una serie di esami all’Avana gli è stato nuovamente diagnosticato un tumore.

A causa della presenza di “alcune cellule maligne” sarà operato a L’Avana, dove rientrerà entro qualche ora. Appena due giorni fa Chavez era tornato in patria dall’isola, dove era stato sottoposto a cure mediche. La tv aveva mostrato l’arrivo a Caracas di Chavez, apparso un po’ gonfio e che non appariva in pubblico dal 15 novembre. “E’ necessario un nuovo intervento nei prossimi giorni”, ha detto, ricordando la presenza di “alcune cellule maligne” nella stessa zona dove nel 2011 scoprì di avere un cancro.

“Abbiamo deciso insieme ai medici di anticipare alcuni esami… bene, sfortunatamente – ha precisato – è nuovamente emersa la presenza di alcune cellule maligne. I medici avevano raccomandato l’intervento per venerdì, al più tardi questo fine settimana, ma io ho detto di no”. Chavez ha poi indicato una sorta di successore, e cioé il vicepresidente ed ex ministro degli esteri Nicolas Maduro, nel caso sia necessario indire nuove elezioni. “Davanti a uno scenario di elezioni, scegliete Maduro quale presidente”, ha detto, ricordando che questa è la sua “ferma opinione, piena come la luna piena, irrevocabile, assoluta, totale”.

Ormai da giorni, le speculazioni sulla salute del presidente si erano moltiplicate, soprattutto dopo la notizia che non avrebbe partecipato al vertice del Mercosur, giovedì e venerdì, a Brasilia. Dove infatti non è mai andato, così come il suo vicepresidente Maduro.

Dopo la netta vittoria alle presidenziali del 7 ottobre, nelle quali non si era risparmiato in prima persona e su più fronti, Chavez era atteso in diverse città nel paese in vista di un altro voto, le regionali della domenica prossima. Impegni che, però, non potrà rispettare e che seguirà dall’Avana. Così come nei suoi numerosi precedenti viaggi nell’isola, Chavez ha nel suo intervento chiesto il via libero per partire al Parlamento, come previsto dalla Costituzione. Nel richiamare tutti i venezuelani “all’unità nazionale”, ha infine ricordato che “in questa nuova battaglia”, che presenta degli “innegabili rischi”, uscirà “vittorioso. Da tempo sono afferrato a Cristo”, ha detto verso la fine del suo discorso baciando un piccolo crocifisso. (ANSA)