Nucleare, Usa: “Russia gioca con il fuoco”

26 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nella nuova guerra fredda con l’Occidente e nella sua corsa agli armamenti nucleari la Russia sta “giocando con il fuoco”.

È l’avvertimento lanciato dagli Stati Uniti, che si dicono determinati a evitare che i rivali storici guadagnino terreno tramite violazioni del Trattato INF (ovvero di Forze Nucleari a raggio intermedio, intermediate-Range Nuclear Forces Treaty in inglese) che fu firmato da Gorbachev e Reagan.

A parlare è stato il vice segretario del Pentagono. Intervenuto davanti alla Camera dei Rappresentanti, Robert Work ha detto che moderinizzare gli armamenti nucleari americani nei prossimi mesi vorrebbe dire spendere il 7% del budget dedicato alla Difesa.

Al momento la quota è del 3-4% e Washington potrebbe essere costretta a stringere la cinghia in altri programmi, a meno che non riesca a ottenere altri fondi, ma per quello serve l’approvazione dei due rami parlamentari.

L’America, va ricordato, è già il paese che ha le spese militari di gran lunga più alte al mondo, molto superiori a quelle russe.

Secondo Work il tentativo di Putin di usare la minaccia dell’espansione nucleare per intimidire i paesi vicini è stato fallimentare finora, perché ha avuto l’effetto boomerang di avvicinare gli alleati della NAto.

“Chiunque sia convinto di poter controllare l’escalation con l’uso di armi nucleari gioca letteralmente con il fuoco”, ha detto davanti alla commissione della Camera. “Un’escalation è per definizione un’escalation. Il ricorso al nucleare è invece l’ultima tappa di un’escalation”.

Il termometro della tensione tra Mosca e Washington sale ancora. Gli Usa da parte loro non si sono certo lasciati imtidire dalle minacce russe e anzi hanno pensato bene di espandersi militarmente e potenziare il proprio arsenale nelle aree dell’Europa dell’Est confinanti con la Russia.

La Russia ha una capacità missilistica di circa 1.600 unità in grado di raggiungere il territorio americano. Anche se solo una piccola parte venissa lanciata, potrebbero spazzare via i circuiti elettrici, le reti finanziarie e di conseguenza mettere in ginocchio l’intera economia, la prima al mondo.

Il trattato INF pose fine alla vicenda degli Euromissili, missili nucleari a raggio intermedio installati da Usa e Unione Sovietica sul territorio europeo. In prima istanza vennero messi fuori uso gli SS-20 sovietici e, in seguito alla cosiddetta doppia decisione della NATO del 1979, i missili americani IRBM Pershing-2 e quelli cruise da crociera BGM-109 Tomahawk.

(DaC)