Tentato golpe Turchia: preoccupano soprattutto queste banche

18 Luglio 2016, di Alberto Battaglia

L’esposizione ai rischi politici della Turchia, teatro di un tentato golpe appena qualche giorno fa, è particolarmente alto per la principale fra le banche italiane: Unicredit. Infatti, sottolinea un report di Deutsche Bank, circa il 4% dei prestiti totali dell’istituto di piazza Gae Aulenti si trova sotto la bandiera di Ankara; in Europa solo la spagnola Banco Bilbao Vizcaya Argentaria possiede una percentuale di crediti basati in Turchia superiore: il 5%.

Giustifica l’esposizione di Unicredit il controllo del 40,9% della banca turca Yapi Kredit Bank, quarta fra le banche private del Paese. La notizia ha scalfito poco le azioni dell’istituto italiano che al momento sono in rialzo dello 0,18% a 2,18 euro (Ftse Mib -0,65%). Nei giorni successivi all’elezione del nuovo amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, si era discusso di potenziali dismissioni volte al rafforzamento del cuscinetto patrimoniale della banca, fra queste sarebbe stata compresa anche la cessione del 10% della Yapi Kredit.

Tuttavia, Unicredit non è sicuramente l’unica ad avere da perdere per i problemi in Turchia.

Per quanto riguarda Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, invece, i legami con la Turchia derivano principalmente dalla quota del 39,9% detenuta in Garanti Bank, la seconda banca privata del Paese presieduto da Recep Tayip Erdogan.

Nell’ordine le altre banche europee particolarmente legate alle attività in Turchia sono Bnp Paribas, Ing e Hsbc.

Per questi istituti, così come per Unicredit e Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, i maggiori rischi provengono dalle conseguenze, ancora difficili da prevedere, che il golpe fallito potrà avere nel panorama economico turco, al quale andranno aggiunti, scrivono gli analisti di Deutsche, anche i rischi di forti fluttuazioni valutarie.