Non solo Conte, gli altri investimenti finiti male dei calciatori italiani

29 Agosto 2020, di Massimiliano Volpe

Il nervosismo evidenziato nelle ultime settimane dall’allenatore dell’Inter Antonio Conte è  probabilmente legato anche all’andamento deludente di alcuni suoi investimenti fatti a Londra ai tempi del Chelsea.
Un’esperienza, quella degli investimenti azzardati, che è già capitata in passato anche ad alcuni suoi colleghi calciatori, come vederemo più avanti.

I 30 milioni di Conte spariti a Londra

Stando alle ricostruzioni effettuate dai quotidiani La Verità e Il Sole 24 Ore, Conte, a fronte di una promessa di alti rendimenti, avrebbe affidato una somma consistente del suo patrimonio, pari a 30,6 milioni di euro, alla Kidman Asset Management una società inglese, fondata il 6 marzo 2019, dal finanziere italiano Massimo Bochicchio rivelatasi poi una scatola vuota. Bochicchio, nato a Capua il 14 gennaio 1966, prima di trasferirsi a Londra è stato per anni consulente finanziario in Italia in una primaria realtà del settore.

Conte e altri investitori si sarebbero lasciati convincere della bontà dell’investimento grazie ad una serie di documenti rivelatisi poi falsi. La Kidman era stata presentata come collegata e garantita dalla Hsbc, presso la quale Bochicchio avrebbe lavorato tra il 2006 e il 2010 nella divisione Global Banking & Markets.
L’istituto di credito britannico ha prontamente chiarito che non ha nulla a che fare con la Kidman e anche lo stesso Bochicchio ha smentito il coinvolgimento del gruppo bancario.
In realtà oltre a non avere una storia consolidata, la Kidman Asset Management non aveva un bilancio e nemmeno capitali: il capitale sociale è composto da una sola azione, intestata al Bochicchio, del valore di una sterlina.

Conte si è reso conto che le promesse erano false perché dopo un lungo tira e molla, si aspettava, insieme ad altri investitori ignari, un pagamento di 33,1 milioni entro il 30 giugno ma i soldi non sono mai arrivati.

In seguito ad una indagine avviata dalla Corte Commerciale londinese a luglio, i giudici hanno intimato al finanziere di restituire il capitale versato da Conte e nel frattempo hanno bloccato 61 milioni di dollari di beni riconducibili al Bochicchio tra proprietà di lusso a Miami, in Italia e a Londra. Tra queste c’è la lussuosa casa in Holland Park dove ha vissuto Conte quando allenava il Chelsea e dove è rimasto il fratello Gianluca, che è stato consulente dello stesso Bochicchio in un’altra società, la Tiber Capital.
L’allenatore dell’Inter e le altre persone coinvolte nell’investimento hanno inviato un’ingiunzione di pagamento al broker italiano, nella speranza di recuperare almeno le somme inizialmente investite. Ma per ora non sono arrivate notizie da Bochicchio.

Secondo quanto emerso in questi giorni lo scandalo potrebbe essere solo all’inizio: oltre all’allenatore dell’Inter Bochicchio avrebbe incastrato anche altri personaggi famosi. Tra questi ci sarebbero Patrice Evra, ex calciatore della Juventus, Luca Bascherini, il procuratore di Claudio Ranieri e Leona Konig, compagna dell’agente Federico Pastorello.
Il broker era conosciuto negli ambienti altolocati grazie al passaparola e alla frequentazione dell’esclusivo Circolo Aniene di Roma, dove Bochicchio è iscritto.

Tra investimenti azzardati e truffe vere e proprie il mondo del calcio non è nuovo alla disavventura capitata ad Antonio Conte.

La miniera in Perù di Baggio

Tra le più celebri, forse perché anche tra le prime, c’è quella che ha coinvolto negli anni ’90 il bomber Roberto Baggio che aveva investito 6 miliardi di lire dell’epoca in titoli della Imisa, società che sosteneva di essere la licenziataria esclusiva per l’estrazione di una rara qualità di marmo nero da una cava in Perù.
A cascarci sono stati in tanti. I soldi venivano raccolti da un gruppo di consulenti finanziari, smistati in una banca di San Marino, e da qui prendevano il volo per una banca di Saint Vincent alle Grenadines (Caraibi) dove poi sparivano.

L’esperienza di Buffon nel capitale della Zucchi

Non si tratta di truffa ma di investimenti finiti male quello che è successo al portiere della Juventus Gigi Buffon tra il 2009 e il 2015. La sua sfortunata esperienza come azionista della Zucchi, azienda tessile quotata sul listino milanese, si è conclusa con una perdita superiore ai 20 milioni di euro tra investimenti diretti, aumenti di capitale e svalutazioni.
L’avventura è poi finita cedendo la partecipazione al fondo Astrance Capital.

Gli amici infedeli di Gamberini

È andata male anche ad Alessandro Gamberini l’ex calciatore di Fiorentina, Napoli, Genoa e Chievo e della Nazionale che tra il 2010 e il 2011 ha perso una parte dei suoi risparmi, 1 milione e 650mila euro, a seguito di un raggiro organizzato da due conoscenti e un funzionario di banca che hanno carpito la sua buona fede.
“Credevo di firmare un investimento in un fondo obbligazionario invece era una fideiussione da 650mila euro e un pegno da un milione a loro favore senza” ha chiarito il calciatore.