Yellen e Trump fanno schizzare al rialzo il dollaro: sfida resistenza chiave
Dopo le parole di Janet Yellen e l’elezione di Donald Trump il dollaro continua a correre sul Forex e ora dal punto di vista tecnico si trova al test di una soglia di resistenza molto importante. Lo si vede chiaramente nel grafico a 15 anni del Dollar Index. L’indice che misura la prova del biglietto verde nei confronti di un paniere costituito dalle principali valute rivali si attesta a 100,99 punti. Il dollaro guadagna terreno sull’euro per la decima seduta di fila: per la moneta unica si tratta della striscia negativa più lunga dalla sua nascita, ossia dal 1999.
Ieri al Congresso americano Yellen, presidente della Federal Reserve, ha fatto capire che un rialzo dei tassi guida è imminente negli Stati Uniti e che temporeggiare ulteriormente comporterebbe dei pericoli. Se confermata, sarebbe la seconda stretta monetaria in dieci anni, la prima dopo quella di dicembre 2015. I trader stanno agendo di conseguenza (segui live blog).
Il mercato per la verità già prima dell’intervento di Yellen scontava una stretta monetaria a dicembre (95% di chance) ma ora il rialzo dei tassi è dato per scontato. A giudicare dal programma economico di Trump fatto di tagli alle tasse e investimenti pubblici, la vittoria del candidato Repubblicano è il preludio a un periodo di reflazione, che dovrebbe spingere la Fed a tenere alta la guardia alzando ulteriormente i tassi di interesse (Fed Funds).

Breaking news
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento dello 0,46%, trainata dai titoli del settore chip e semiconduttori. Alphabet ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale, alimentando l’ottimismo per la domanda di hardware per l’intelligenza artificiale. Anche la debolezza dello yen ha favorito gli scambi.
UniCredit archivia la prima metà del 2026 con numeri record, confermando la solida traiettoria di crescita del Gruppo. Il primo semestre si è chiuso con un utile netto di 6,1 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
Tesla ha registrato un calo dei profitti nonostante un trimestre forte per il suo business automobilistico, a causa dell’aumento delle spese per l’intelligenza artificiale e i robot. La spesa è salita a 5,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre, provocando la prima perdita di cassa in due anni. Le azioni Tesla sono scese del 4,2% nel trading after-hours a New York.
Alphabet Inc. ha incrementato le sue previsioni di spesa in conto capitale per il 2023 fino a 205 miliardi di dollari, alimentando le preoccupazioni degli investitori sulla disciplina fiscale nella corsa all’intelligenza artificiale. Il focus è sulla crescita del cloud, ma restano interrogativi sui ritorni degli investimenti.