Wall Street in rialzo dopo Pil Usa e report lavoro. Facebook -3%, PayPal -5% mentre Ford +6% post bilanci
L’economia Usa non si è surriscaldata più di tanto nel secondo trimestre dell’anno, e questo basta a placare le ansie di quegli investitori che, nonostante le rassicurazioni della Fed, continuano a temere il tapering del QE.
Prima dell’inizio della sessione è stato pubblicato il dato sul Pil Usa del secondo trimestre, che è cresciuto a un ritmo annualizzato del 6,5%, meno del +8,5% stimato dal consensus.
Le spese per consumi sono volate dell’11,8%, mentre le spese governative sono diminuite dell’1,5%. Il PCE core, termometro dell’inflazione monitorato dalla Federal Reserve, è in realtà salito del 6,1%, più del +5,9% stimato.
Ma il trend ostinatamente debole dei tassi dei Treasuries a 10 anni (all’1,268%) conferma come il timore dell’inflazione non sia sicuramente in cima ai pensieri degli investitori.
Deludente è stato anche il report settimanale delle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione che, nella settimana terminata il 24 luglio, sono scese di 24.000 unità a quota 400.000. Il dato è stato superiore alle 382.000 unità attese dal consensus degli analisti. La media mobile delle ultime quattro settimane si è attestata a 394.500 unità, in rialzo dalle 386.500 della settimana precedente. Il dato della settimana precedente è stato inoltre rivisto al rialzo dalle 419.000 inizialmente comunicate a 424.000.
Il Dow Jones sale di quasi 200 punti (+0,55%) a 35.123 punti; lo S&P 500 avanza dello 0,50% a 4.423 punti, mentre il Nasdaq avanza dello 0,38% a 14.818 punti.
Ieri la Fed, come da attese, ha lasciato i tassi sui fed funds invariati nel range compreso tra lo zero e lo 0,25%, con il numero uno Jerome Powell che ha tentato nuovamente di frenare le speculazioni su un imminente tapering del QE.
“Il nostro approccio – ha detto – è essere il più possibile trasparenti. Non abbiamo raggiunto ancora quella situazione caratterizzata da ulteriori progressi significativi. Riteniamo di avere ancora un po’ di strada da fare per arrivarci”.
Per progressi significativi ulteriori si intendono progressi nell’occupazione e nell’inflazione che, evidentemente, non sono ancora tali secondo la Fed da avallare l’avvio del tapering. Sull’azionario prevale tuttavia la cautela, mentre prosegue la stagione degli utili trimestrali.
Tra i titoli sotto i riflettori Facebook e PayPal, dopo che le società, nel riportare i loro bilanci, hanno avvertito gli investitori di prevedere un rallentamento significativo della crescita.
Facebook in particolare ha detto di ritenere che “i tassi di crescita del fatturato totale, su base annua, decelereranno in modo significativo a livello sequenziale dopo periodi di continua crescita a ritmi solidi”.
Il bilancio del colosso gestito da Mark Zuckerberg è andato bene: nel secondo trimestre, l’utile per azione di Facebook si è attestato su base adjusted a $3,61, meglio dei $3,03 per azione attesi dagli analisti.
Il fatturato è stato pari a $29,08 miliardi, rispetto ai $27,89 miliardi stimati, in crescita del 56% su base annua, al record dal 2016 e in accelerazione dopo il +48% del primo trimestre del 2021. Gli utenti attivi giornalieri sono stati 1,91 miliardi, come da attese. Gli utenti attivi mensili si sono attestati a 2,90 miliardi, rispetto ai 2,91 miliardi stimati. Il fatturato medio per utente è stato di $10,12, contro i $9,66 previsti. Facebook cede quasi il 3%, PayPal arretra di oltre -5%.
Spicca il rialzo di Ford, titolo balza di quasi il 6% dopo aver migliorato l’outlook per il 2021, dichiarando di star vendendo una quantità maggiore di auto che presentano prezzi più alti. Dopo la fine della giornata di contrattazioni, saranno comunicati i risultati di Amazon (titolo piatto).
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