Veneto Banca, con un decreto governo sancisce stop a rimborso bond
Il rimborso del bond subordinato di Veneto Banca con scadenza 21 giugno è stato sospeso. Lo ha stabilito il consiglio dei ministri approvando un decreto governativo che impone lo stop. Stando a quanto riferito a Reuters da una fonte governativa l’intervento è “propedeutico alla soluzione oggetto di negoziato con le autorità europee per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza”. Il bond decennale lower Tier II di Veneto Banca è stato collocato all’importo nominale di 150 milioni di euro, mentre il valore circolante è di 86 milioni di euro.
Il governo vorrebbe ottenere uno sconto sugli 1,25 miliardi di capitali privati chiesti dalle autorità europee e che sono da reperire per salvare le due banche e far scattare la ricapitalizzazione precauzionale: entrambe le operazioni permetterebbero di colmare un vuoto patrimoniale di 6,4 miliardi. Diverse società, come le Poste, Unipol, UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno aperto alla possibilità di partecipare all’iniezione di denaro fresco nelle casse di Veneto Banca e Pop Vicenza.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.