Usa: creati più posti di lavoro del previsto, salari ancora non convincono
In novembre il mercato del lavoro Usa si è rivelato più robusto delle previsioni. Gli Stati Uniti hanno infatti creato 228mila nuovi posti di lavoro, più dei 200mila impieghi previsti in media dagli analisti. Così dice il rapporto governativo del settore non agricolo. I numeri di ottobre sono stati invece ritoccati al ribasso a 244mila posti creati dalle 261mila unità riportate in precedenza. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro è rimasto del 62,7%, vicino ai minimi di più di 30 anni.
Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%, percentuale che rappresenta i minimi di 17 anni (dicembre 2000). Un’altra componente attentamente monitorata dai mercati, i salari medi orari, hanno registrato un incremento dello 0,2% dopo la variazione positiva dello 0,1% del mese precedente. In questo caso le aspettative, che erano per un rialzo dello 0,3%, sono state deluse. Su base annuale l’incremento è stato del 2,5%, un po’ di più di quello di ottobre (+2,3%) e del tasso di inflazione, ma meno delle stime (+2,7%)
I mercati finanziari per ora hanno reagito positivamente alla notizia, con l’azionario (segui live blog) che dovrebbe aprire in rialzo a Wall Street e che continua a guadagnare terreno in Europa. I rendimenti dei Bond governativi americani sono sempre in rialzo.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.