Uk e USA: accordo sui derivati nel post Brexit
Regno Unito e Stati Uniti firmano un accordo sui derivati nel post Brexit. I due paesi hanno raggiunto un accordo per garantire che la negoziazione di derivati possa continuare tra i due paesi dopo la Brexit.
L’accordo significa che le banche saranno libere di fornire servizi ai clienti statunitensi come fanno oggi, in base alle norme UE esistenti. Il governatore della BoE Mark Carney afferma che l’accordo fornirà continuità ed eviterà la frammentazione del mercato dei derivati, il che potrebbe aumentare i costi e i rischi finanziari.
I contratti derivati sono ancorati al valore di un’attività sottostante, consentendo alle aziende di proteggersi dal calo dei prezzi delle materie prime, ad esempio, o dalle fluttuazioni valutarie. Il mercato dei derivati vale miliardi di sterline all’anno e molti contratti sono regolati a Londra.
Il presidente della CFTC (Commoity Futures Trading Commission) degli Usa, Christopher Giancarlo si trova a Londra, scrive il Guardian, per annunciare l’operazione, importante a suo dire per le strade principali della Gran Bretagna e le strade principali dell’America.
Ciò che accade nei mercati globali dei derivati ha un impatto materiale per le persone donna sulla Clapham Omnibus, sull’autostrada di Santa Monica o sulla metropolitana di Tokyo. I mercati dei derivati influenzano il prezzo e la disponibilità di riscaldamento delle case, i tassi sui mutui e il rendimento dei risparmi delle persone.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.