Ubi Banca, Unisin: “tutelare posti lavoro”

17 Febbraio 2020, di Mariangela Tessa

“Si tratta di un piano che prevede importanti investimenti, che va indubbiamente a modificare in modo evidente l’attuale modello industriale del gruppo e che nelle intenzioni dei vertici si propone di sviluppare la capacità di reddito di Ubi nel suo perimetro stand-alone. Ancora una volta, però, richiede alle lavoratrici ed ai lavoratori grandissimi sacrifici in termini di impegno e di mobilità professionale”.

Ad affermarlo in una nota è il delegato della segretaria nazionale di Unisin -Confsal Ubi Banca, Valerio Fabi.

“Inoltre, anche per Ubi come per altri gruppi italiani, le scelte di tagliare il numero degli addetti (circa 2.000 Risorse) e di abbandonare fisicamente le piazze, chiudendo ben altre 175 filiali, non appaiono lungimiranti”, sottolinea Fabi.

Unisin – Confsal da sempre chiede “alle banche una maggiore presenza ed investimenti sui territori che portino supporto reale a famiglie ed imprese. La cosiddetta fintech non può essere in alcun modo considerata sostitutiva al lavoro ed alla professionalità dei bancari né, tantomeno, alla presenza fisica dei colleghi che attraverso il costante e reale contatto con la clientela offrono supporto e creano le condizioni per un effettivo sviluppo del business”.