Tempi duri per gli emergenti, in contrazione il manifatturiero
L’indice Pmi manifatturiero globale, redatto da Markit, è in lieve flessione a novembre rispetto al mese precedente: 0,1 punti in meno che lasciano comunque l’indice il leggera espansione, a 51.2. Dietro a questo dato aggregato si nota, però, che le velocità nelle diverse aree del mondo stanno assumendo ritmi assai diversi e che a rallentare di più sono le economie emergenti.
A registrare, a novembre, un indice al di sotto della soglia di 50 (quella che fa da spartiacque fra le prospettive di espansione e quelle di frenata degli ordini) sono Paesi come Brasile, Cina, Malaysia, Corea del Sud. A tirare su la media mondiale del Pmi manifatturiero sono in prevalenza le economie avanzate, con Danimarca (61.7) e Italia prime della lista, seguite da Repubblica Ceca, Olanda e Irlanda.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.