Tassi: Banca d’Inghilterra lascia ancora tutto fermo, ma board è sempre diviso
Alla fine la Banca d’Inghilterra ha mantenuto lo status quo sui tassi di interesse, che restano quindi ancorati ai minimi storici dello 0,25%. Solo due esponenti del braccio di politica monetaria hanno votato a favore di un rialzo del costo del denaro allo 0,5%. Sul Forex la sterlina, che scambiava sui massimi di 11 mesi in area $1,3243, rallenta un po’ il passo.
Da quando a giugno cinque membri del board su otto hanno votato contro una stretta monetaria, dal punto di vista macroeconomico non è cambiato molto. Secondo gli analisti era difficile che si materializzasse un rialzo dei tassi dal momento che l’inflazione è in linea con le stime rese note a maggio dalla Banca centrale.
Ora come osservano gli analisti di eToro molti trader e analisti si aspettano che Mark Carney si esprima sui prossimi passi nella politica monetaria e annunci un imminente incremento dei tassi. “A prescindere da quanto sarà detto, ci sono aspettative elevate in entrambe le direzioni e molte posizioni saranno piazzate. Virtualmente, tutti i protagonisti punteranno l’attenzione sul rapporto sterlina-dollaro”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.