Spread risale dai minimi di metà dicembre, nervosismo per Bce e voto Italia

15 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

Sul secondario apertura in lieve tensione per il mercato obbligazionario italiano, con lo spread su Bund 10 anni in leggera risalita dai minimi da metà dicembre segnati venerdì, quando il differenziale tra Italia e Germania sulla scadenza decennale era calato in area 140 punti base. Stamani il rendimento del Btp di riferimento guadagna quattro punti base issandosi all’1,992% dall’1,988%.L’agenzia di rating Moody’s dice di ritenere che il voto potrebbe avere conseguenze politiche di più ampia portata per l’Unione monetaria. I titoli governativi erano stati influenzati positivamente alla fine della settimana scorsa da un lato dai progressi sui colloqui tra SPD e CDU in Germania, dall’altro dall’attenuarsi dei toni dei partiti italiani anti euro, che al momento rendono le elezioni italiane poco rischiose per quanto riguarda la continuazione dell’implementazione delle riforme. Il vero rischio sembra piuttosto quello di un parlamento ingovernabile.

Venerdì si sono aggiunte le dichiarazioni del presidente della Bundesbank, Weidmann, secondo cui il rischio di un rialzo dei tassi nel breve termine è basso, confermando le linee guida della Bce. Per Weidmann invece è importante fissare un termine al Quantitative Easing. Le dichiarazioni hanno interrotto la fase di rialzo dei tassi dei giorni scorsi, con un calo del decennale italiano sceso sotto il 2%. A mercati chiusi lo scorso venerdì l’agenzia di rating DBRS ha confermato il giudizio sul debito italiano a BBB (high) con outlook stabile. Sul fronte aste, in settimana sono attese emissioni fino a un valore complessivo pari a 13,5 miliardi di euro in Germania, Francia e Spagna.