Renzi: “Non considero pensione 3.000 euro una pensione d’oro”

29 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Nel corso della conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha affrontato anche la questione delle pensioni.

“Noi non tocchiamo le pensioni degli italiani e se ci sarà da fare degli interventi sulle pensioni d’oro sarà fatto dopo un lungo dibattito, una lunga discussione contraddistinta da grande trasparenza. E sono grato al presidente dell’Inps Boeri perchè sta facendo un lavoro molto serio di trasparenza” sulle pensioni delle varie categorie.

Ancora:

“Nel 2015 abbiamo evitato di intervenire sulle pensioni perchè il rischio di combinare un pasticcio era elevato. Nel 2016 sicuramente discuteremo e ragioneremo, ma una cosa sono le pensioni d’oro e un’altra sono le pensioni sopra i 2mila euro”. Precisamente, “uno che è andato in pensione con 2mila, 2.500 o 3mila euro non credo debba essere toccato: non considero una pensione di 3mila euro una pensione d’oro, anche se uno ci è andato con il retributivo”.

Così il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan:

“Anche sul tema cruciale delle pensioni non è più il tempo degli annunci o delle proposte fumose. Il Governo Renzi cominci dalla prima riforma più urgente: apra a gennaio un confronto serio con il sindacato e sicuramente noi non ci sottrarremo portando le nostre proposte di modifica della legge Fornero per offrire la necessaria flessibilità in uscita per i lavoratori, rivalutare le pensioni e offrire anche un prospettiva di lavoro ai giovani. Ma bisogna aprire anche il confronto per il rinnovo dei contratti pubblici per milioni di lavoratori che attendono dopo la sentenza della Consulta il giusto riconoscimento economico dopo sei anni di blocco contrattuale. Renzi cominci il 2016 affrontando questi nodi con la giusta determinazione e senso di responsabilità”.

Mentre il segretario confederale della Uil Domenico Proietti ha ricordato, facendo riferimento alla mancata modifica della legge Fornero nella Legge di Stabilità :

il Governo deve ascoltare le parti sociali che conoscono bene i problemi ed hanno avanzato proposte precise. Noi crediamo che sia necessario, innanzitutto, reintrodurre la flessibilità di accesso alla pensione per tutti, a partire da 62 anni, dando una risposta anche alle donne che, dal 2016, saranno fortemente penalizzate. Bisogna, inoltre, ripristinare la piena rivalutazione delle pensioni in essere”.