16:36 venerdì 2 Dicembre 2016

Referendum: investitori tengono d’occhio “l’indice della paura”, lo Spread

Prima e dopo il referendum costituzionale gli investitori terranno d’occhio soprattutto il cosiddetto “indice della paura”: non il VIX sulla volatilità bensì lo Spread tra Btp e Bund. Nelle ultime settimane il differenziale si è ampliato di 60 punti base in 60 giorni di tempo, salendo anche 188 punti base ma senza mai avvicinarsi alla soglia di pericolo dei 200 punti base. Lo Spread si è anzi ristretto mentre si avvicina l’appuntamento con il voto popolare ed è merito della Banca centrale europea.

Alcuni analisti stimano che in caso di vittoria del No lo Spread possa assestarsi fino a 220 punti base ma non oltre, visto lo scudo tenuto pronto della Bce. Alla riunione che si terrà l’8 dicembre, quattro giorni dopo il referendum sulle riforme costituzionali italiane, Mario Draghi dovrebbe estendere di sei mesi il piano di acquisto di titoli obbligazionari. Oggi lo Spread quota 167 punti base e il tasso sul Btp decennale italiano scende di 9,5 punti base.

Breaking news

16:27
Wall Street apre in calo: Nasdaq cede l’1,06%

Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.

13:45
Eni: firmato accordo per ingresso nel Blocco esplorativo A1 in Gambia

L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato

12:29
Eurozona, calo del PIL nel primo trimestre 2026

Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.

11:36
Airbus, aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio

Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.

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