Referendum: investitori tengono d’occhio “l’indice della paura”, lo Spread

2 Dicembre 2016, di Daniele Chicca

Prima e dopo il referendum costituzionale gli investitori terranno d’occhio soprattutto il cosiddetto “indice della paura”: non il VIX sulla volatilità bensì lo Spread tra Btp e Bund. Nelle ultime settimane il differenziale si è ampliato di 60 punti base in 60 giorni di tempo, salendo anche 188 punti base ma senza mai avvicinarsi alla soglia di pericolo dei 200 punti base. Lo Spread si è anzi ristretto mentre si avvicina l’appuntamento con il voto popolare ed è merito della Banca centrale europea.

Alcuni analisti stimano che in caso di vittoria del No lo Spread possa assestarsi fino a 220 punti base ma non oltre, visto lo scudo tenuto pronto della Bce. Alla riunione che si terrà l’8 dicembre, quattro giorni dopo il referendum sulle riforme costituzionali italiane, Mario Draghi dovrebbe estendere di sei mesi il piano di acquisto di titoli obbligazionari. Oggi lo Spread quota 167 punti base e il tasso sul Btp decennale italiano scende di 9,5 punti base.