Petrolio in saliscendi: dubbi su accordo Opec. Prezzi rischiano di bucare $40

28 Novembre 2016, di Daniele Chicca

I crescenti dubbi sul raggiungimento di un accordo di ultima spiaggia per tagliare la produzione nell’imminente meeting dell’Opec hanno messo sotto pressione i titoli del settore petrolifero in Borsa stamattina. I prezzi dei contratti Wti e Brent alternano momenti di rialzi a cali pesanti. L’Arabia Saudita dovrebbe finire per firmare l’intesa a Vienna, dal momento che un rialzo delle quotazioni non solo migliorerebbe il suo bilancio, bensì alimenterebbe anche la domanda per l’Ipo di Saudi Aramco.

La posta in palio è grande: al vertice austriaco di questa settimana è in gioco anche la reputazione dell’Opec. Il cartello dei massimi produttori di petrolio è chiamato a un’impresa difficile, quella di concinvere il maggior numero di paesi a ridurre i livelli di produzione. È l’ultimo tentativo per poter scongiurare un collasso delle quotazioni, la cui fase ribassista è iniziata due anni e mezzo fa. Se l’Opec non dovesse farcela, i prezzi potrebbero scendere nuovamente sotto i 40 dollari al barile, dicono gli strategist di RBC Capital Markets.

L’obiettivo dei sauditi potrebbe credibilmente essere quello di un petrolio a 50 dollari, secondo Helima Croft, Managing Director & Global Head of Commodity Strategy del gruppo:  “I sauditi non vogliono un prezzo di $70 o $80. Sono pragmatici. Non hanno alcuna intenzione di far risorgere il settore del gas di scisto americano”.