Petrolio, alert Fmi: rischi multipli sulle prospettive per il Medioriente
I principali paesi produttori di petrolio del Medio Oriente e i suoi vicini – i cosiddetti paesi MENAP (Medio Oriente, Nord Africa, Afghanistan, Pakistan) – potrebbero trarre beneficio da un aumento dei prezzi del greggio nel 2019, ma rischi multipli e intrecciati offuscano le prospettive 2019.
Lo scrive il Fondo Monetario Internazionale (FMI) secondo cui tali rischi includono “un inasprimento delle condizioni finanziarie globali più rapido del previsto e le crescenti tensioni commerciali che potrebbero influenzare la crescita globale e danneggiare i principali partner commerciali MENAP, tensioni geopolitiche e ricadute da conflitti regionali”.
Così una nuova relazione del Fondo monetario internazionale ha incoraggiato i paesi della regione MENAP ad introdurre più riforme che avrebbero diversificato le loro economie lontano dal petrolio.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.