Oro: la strategia di investimento guardando a Fed, tassi ed ETF

23 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

Prosegue il dietrofront dell’oro, che viaggia vicino ai minimi in tre settimane, sulla scia delle speculazioni su un imminente rialzo dei tassi da parte della Fed.

Le scommesse alimentano gli acquisti sul dollaro, a danno delle principali materie prime, il cui valore è espresso in dollari. Come indica il grafico, le quotazioni dell’oro si aggirano attorno a $1.248 l’oncia.

Così gli analisti di Mps Capital Services nel report: “Possibili prese di profitto di breve periodo”:

“Nel corso del 2016 l’oro è tornato ad essere al centro dell’attenzione con i prezzi che ad inizio maggio sono saliti brevemente sopra i 1300$/oncia, dai circa 1060$ di inizio anno, toccando il massimo da oltre 1 anno. I prezzi hanno beneficiato di una serie di variabili favorevoli, quali: 1) rimozione nella prima parte dell’anno dell’ipotesi di un nuovo rialzo tassi Fed nel 2016; 2) conseguente debolezza del dollaro USA; 3) tassi negativi su molti bond (governativi e corporate) che abbassano il costo opportunità del detenere oro; 4) acquisti in ottica di bene rifugio; 5) riscoperta del metallo da parte degli istituzionali (via ETF)

Ora “gli ultimi dati del World Gold Council (WGC) mostrano che, nel primo trimestre, la domanda è aumentata al secondo maggior livello di sempre, in crescita del 21% rispetto all’anno scorso. Il rialzo è soprattutto da imputarsi ai forti acquisti di ETF, poiché è calata la domanda dalle gioiellerie e dal settore tecnologico. In generale c’è stata una minore richiesta da Cina ed India, principali consumatori mondiali, penalizzata da problematiche locali e prezzi elevati che l’hanno disincentivata. Il forte aumento dell’oro detenuto tramite ETF (ammontare al massimo dal 2013), può segnalare il rinnovato interesse da parte degli investitori internazionali grazie alla facilità di negoziazione di tali strumenti. Era dal 2013 che non si verificava questo contesto. Al momento le quotazioni sono salite di molto e gli speculatori hanno posizioni nette lunghe molto elevate che potrebbero dar luogo a prese di profitto e ad un rapido calo delle quotazioni. Tale movimento ribassista potrebbe essere incentivato dall’atteggiamento della Fed che, questa settimana, sembra essere meno accomodante del previsto dopo la pubblicazione dei verbali relativi alla riunione di aprile. Dai documenti emerge la possibilità di un rialzo dei tassi già a giugno, o comunque nell’estate, qualora la frenata economica del primo trimestre si confermi essere stata temporanea. Nel breve periodo esiste pertanto la possibilità di un calo temporaneo delle quotazioni sotto i 1200$ con gli operatori che però potrebbero utilizzare tale occasione per aumentare l’esposizione al metallo. In un’ottica di più lungo respiro, il calo potrebbe quindi rivelarsi temporaneo. Sembrano sussistere svariate anomalie sui mercati finanziari mondiali (pensiamo ai tassi negativi sulle obbligazioni in area euro, Giappone ed altri paesi anche su scadenze lunghe), tensioni politiche crescenti in Europa, Medio Oriente e negli USA con la campagna elettorale presidenziale che entra nel vivo, paura che le banche centrali abbiano esaurito le “cartucce” a disposizione. In questo contesto di elevata incertezza, con tassi bassi un po’ ovunque, l’appeal dell’oro in ottica di protezione come bene rifugio è destinato ad aumentare. E’ pertanto probabile che nei prossimi anni le quotazioni dell’oro possano essere su livelli più elevati rispetto a quelli attuali, con la possibilità di rivedere anche i massimi storici”.