Ocse promuove a metà l’Italia: bene riforme, ma crescita e lavoro deboli
Le roforme non bastano. Nel capitolo del rapporto annuale “Going for growth” dell’Ocse dedicato all’Italia, presentato ieri in occasione del G20, l’organizzazione di Parigi ha sottolineato ancora una volta la crescita economica “debole” e il “tasso di disoccupazione ancora elevato”.
Nel complesso, il rapporto sottolinea “lo scarso dinamismo” delle principali economie globali sul fronte delle riforme strutturali a favore della crescita.
Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto sostiene che “le riforme strutturali stanno iniziando a dare i loro frutti” ma che, nonostante alcuni miglioramenti negli ultimi anni, “la crescita economica rimane debole e il tasso di disoccupazione è elevato, soprattutto tra i giovani”.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.