Mps: conti 2017 in rosso e a Piazza Affari il titolo va giù
SIENA (WSI) – Un rosso da 3 miliardi e mezzo è quello toccato da Mps nel 2017. Lo rende noto la stessa banca di Rocca Salimbeni che ha registrato una perdita pari a 3,502 miliardi di euro nel 2017 e di 502 milioni nel solo quarto trimestre dell’anno.
Nel 2017 il gruppo ha realizzato ricavi complessivi pari a 4,026 miliardi di euro, con un calo del 6% rispetto all’anno precedente “per la flessione del margine di interesse e delle commissioni nette” mentre il margine di interesse del 2017 è risultato pari a 1,788 miliardi di euro, in flessione del 11,5% rispetto al 2016, “ascrivibile principalmente alla dinamica negativa degli attivi fruttiferi, in particolare degli impieghi commerciali e del portafoglio titoli”. A Piazza Affari il titolo perde l’1.4 per cento.
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Apertura negativa a Wall Street tra l’ondata di vendite sui titoli tecnologici e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones perde lo 0,59% a 50.543,14 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,73% a 25.479,39 punti. Negativo anche lo S&P 500, che ha aperto a -0,51% […]
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.