Morgan Stanley batte le attese, volano utili e ricavi
Morgan Stanley, ultima delle grandi banche americane a diffondere i dati sulle trimestrali Usa, ha chiuso il quarto trimestre con un utili e ricavi sopra le stime. A sostenere i conti è stato in particolare l’andamento positivo e migliore delle attese delle divisioni di gestione patrimoniale e degli investimenti.
Nei tre mesi a dicembre, la società ha riportato profitti per 2,239 miliardi di dollari in rialzo del 46% a fronte di ricavi sono cresciuti del 27% a a 10,857 miliardi di dollari.
Per quanto riguarda l’intero 2019, l’utile netto e’ salito del 3% a 9,042 miliardi di dollari (quello applicabile agli azionisti ordinari e’ aumentato del 4% a 8,512 miliardi), mentre i ricavi netti sono cresciuti del 3% a 41,419 miliardi.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.