Lira turca, tonfo del 5%: pesa sempre il braccio di ferro con gli Stati Uniti
Alla riapertura dei mercati finanziari la lira turca accusa un calo del 5% circa nei confronti del dollaro Usa. A pesare sono sempre le preoccupazioni circa la contesa diplomatica tra Washington e Ankara sull’arresto di un pastore americano. L’uomo, sotto processo per terrorismo, è accusato dal governo di Erdogan di aver partecipato a un tentativo di colpo di stato nel 2016.
La lira turca ha perso circa il 40% nel 2018 e il 65% negli ultimi 12 mesi. Le politiche di indebitamento e spese allegre del presidente Tayyip Erdogan preoccupano i mercati almeno quanto il destino del pastore evangelista Andrew Brunson. Con il dollaro che si rafforza tranne che in qualche caso, come per esempio nei confronti dello yuan cinese, la lira è scesa fino in area 6,2960 lire per un dollaro, prima di riassestarsi in area 6,21. Venerdì valeva 6.
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Ford e Geely annunciano una collaborazione strategica per il mercato europeo, con l’obiettivo di produrre nuovi veicoli nello stabilimento di Valencia, Spagna. La joint venture inizierĂ le attivitĂ nel 2027, con la produzione prevista per il 2028.
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in rialzo grazie all’ottimismo nei settori tecnologico e dei semiconduttori, influenzato dalle indicazioni di Alphabet sull’aumento della spesa in conto capitale. Tuttavia, il rincaro del petrolio ha frenato ulteriori guadagni. Anche la Borsa di Shanghai ha registrato un incremento, sostenuta dai titoli tech e semiconduttori.
Leonteq annuncia un ritorno all’utile nel primo semestre del 2026, grazie a un miglioramento del mix di ricavi e a una serie di iniziative strategiche. L’azienda ha registrato un aumento del 37% dell’utile netto e un turnover della piattaforma in crescita del 10%.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento dello 0,46%, trainata dai titoli del settore chip e semiconduttori. Alphabet ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale, alimentando l’ottimismo per la domanda di hardware per l’intelligenza artificiale. Anche la debolezza dello yen ha favorito gli scambi.