Grecia rispetta patti ma ottiene solo una parte dei nuovi aiuti

11 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

Il governo Tsipras ha messo in piedi le quindici riforme che avevano preteso i creditori della troika, ma per ora otterrà solo una parte dei 2,8 miliardi di euro previsti della nuova tranche di aiuti, che fa parte di un nuovo piano di salvataggio da 11 miliardi di euro. Lo ha stabilito l’Eurogruppo, la riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona, che in Lussemburgo ha deciso di dividere in due il versamento di fondi. Si tratta del terzo blocco di un programma di sostegno complessivo da 86 miliardi adottato nell’estate del 2015.

Il debito pubblico ellenico resta sempre enorme: 178% del Pil del paese, un problema grosso su cui la Grecia non si fa però illusioni. I creditori rifiutato in blocco una svalutazione radicale del passivo statale. Gli 1,1 miliardi sbloccati da fondo ESM, Fmi e Bce, che verranno dispensati alle casse pubbliche, saranno peraltro consacrati esclusivamente al rimborso dei prestiti. Al governo guidato da Syriza i creditori chiedono una serie di riforme, tra cui quella del sistema pensionistico e del mercato del lavoro, oltre a un nuovo round di privatizzazioni.