Fed alza i tassi di interesse di 25 punti base: un solo dissidente

15 Marzo 2017, di Daniele Chicca

Come ampiamente previsto dal mercato la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base allo 0,75-1%. Del board di politica monetaria solo l’esponente Kashkari ha dissentito. È la prima volta dal 2006 che la banca centrale americana impone una duplice stretta monetaria in tre mesi. La banca centrale ha fatto notare che l’inflazione è vicina all’obiettivo “simmetrico” e che il mercato del lavoro si sta rafforzando. I dati sulle assunzioni sono stati definiti “solidi”. Il problema riguarda piuttosto i salari orari e quanto questa persistente debolezza del trend potrebbe influire sui consumi, ma il comitato di politica monetarie sembra voler soprassedere e concentrarsi su altri dati macro. Il tasso di disoccupazione è visto al 4,7% e non più al 4,8% come previsto a dicembre, mentre “l’attività economica ha continuato a espandersi a un ritmo moderato”.

La Fed vede tre o più rialzi dei tassi quest’anno. I future sui Fed Funds prezzano solo un altro rialzo dei tassi quest’anno, a settembre 2017, ma alcuni analisti come quelli di JOP Morgan e Mohamed El-Erian di Allianz puntano su almeno 3-4 strette monetarie. Al momento sui mercati l’indice S&P 500 guadagna terreno, prendendo slancio. Prima della decisione faceva +0,35% ora fa +0,66%. Il rendimento del decennale del Tesoro scambia in calo di 3 punti base al 2,57%, mentre quello a 2 anni rende l’1,33% (meno 4 punti base) e quello sul cinque anni perde 9 punti base al 2,51%. Sul valutario il dollaro Usa perde lo 0,34% contro un paniere di valute rivali.

Lo schermo dei dot plot della Fed, cruciale per stabilire le prossime strategie di politica monetaria della Fed, somiglia molto a quello di dicembre. Si tratta delle proiezioni dei 16 membri del FOMC e aiuta a comprendere cosa pensa la Fed della situazione futura. Nel dettaglio rappresentano dove gli esponenti del board ritengono che i tassi guida debbano essere alla fine dell’anno solare e alla lunga.